Agricoltori lucani: "Mesi fa c'era la siccità, ora l'alluvione"
Criticata la gestione dell'acqua
lunedì 6 aprile 2026
11.35
''In Basilicata manca una gestione dell'acqua. È così difficile dirlo? Qualche mese fa, siccità. Oggi, alluvione. Stessa regione. Stesso anno. Nel mezzo, tanti convegni sulla resilienza, con il vestito stirato, lontano dai campi''. Lo ha dichiarato il coordinamento agricoltori Basilicata dopo le abbondanti piogge degli ultimi giorni che hanno provocato le piene dei fiumi e l'apertura delle dighe di Camastra, Gannano, Monte Cotugno e San Giuliano per raggiungimento delle quote massime autorizzate.
"L'estate scorsa abbiamo vissuto una siccità devastante, campi arsi, animali senz'acqua, aziende in ginocchio - ha detto il coordinamento -. Si parlava di emergenza idrica, di resilienza, di futuro. Parole importanti, dette nei posti giusti, dalla gente giusta. Oggi diluvia. Allagamenti, frane, strade impraticabili. E mentre fuori l'acqua fa danni, qualcuno ha aperto gli scarichi delle dighe. Quell'acqua, che l'estate scorsa avremmo pagato oro, sta andando a mare di nuovo. Non è un paradosso della natura. È un paradosso della gestione''. Per gli agricoltori, ''questa regione ospita alcuni dei maggiori invasi d'Italia, un patrimonio idrico che molte regioni ci invidiano. Eppure ci comportiamo come se l'acqua fosse un problema irrisolvibile (troppa o troppo poca, mai giusta, mai gestita). Un paradosso che nessun convegno sulla resilienza ha ancora spiegato in modo convincente. Non siamo tecnici. Siamo imprenditori e cittadini. Persone che si alzano all'alba, lavorano la terra, pagano le tasse e fanno i conti ogni giorno: quando non piove non raccolgono niente, quando piove raccolgono solo danni''.
Quindi la richiesta di ''una gestione seria, pianificata e pubblica della risorsa idrica in Basilicata. Siamo disponibili al confronto con chiunque voglia affrontare il tema seriamente (Regione, Autorità di Bacino, gestori degli invasi). Nei campi, però. Non nei convegni'', ha concluso il coordinamento.
"L'estate scorsa abbiamo vissuto una siccità devastante, campi arsi, animali senz'acqua, aziende in ginocchio - ha detto il coordinamento -. Si parlava di emergenza idrica, di resilienza, di futuro. Parole importanti, dette nei posti giusti, dalla gente giusta. Oggi diluvia. Allagamenti, frane, strade impraticabili. E mentre fuori l'acqua fa danni, qualcuno ha aperto gli scarichi delle dighe. Quell'acqua, che l'estate scorsa avremmo pagato oro, sta andando a mare di nuovo. Non è un paradosso della natura. È un paradosso della gestione''. Per gli agricoltori, ''questa regione ospita alcuni dei maggiori invasi d'Italia, un patrimonio idrico che molte regioni ci invidiano. Eppure ci comportiamo come se l'acqua fosse un problema irrisolvibile (troppa o troppo poca, mai giusta, mai gestita). Un paradosso che nessun convegno sulla resilienza ha ancora spiegato in modo convincente. Non siamo tecnici. Siamo imprenditori e cittadini. Persone che si alzano all'alba, lavorano la terra, pagano le tasse e fanno i conti ogni giorno: quando non piove non raccolgono niente, quando piove raccolgono solo danni''.
Quindi la richiesta di ''una gestione seria, pianificata e pubblica della risorsa idrica in Basilicata. Siamo disponibili al confronto con chiunque voglia affrontare il tema seriamente (Regione, Autorità di Bacino, gestori degli invasi). Nei campi, però. Non nei convegni'', ha concluso il coordinamento.