In Basilicata crescita economica "ferma"
Banca d'Italia: nel 2025 ha ristagnato. Decisivo il settore auto
lunedì 22 giugno 2026
09.30
Nel 2025 l'economia della Basilicata ha ristagnato, risentendo soprattutto dell'andamento negativo del comparto industriale. Questa la tendenza rilevata da Banca d'Italia nel consueto report annuale a cura della sede regionale di Potenza. Secondo l'indicatore trimestrale dell'economia regionale (Iter) sviluppato dalla Banca d'Italia, l'attività economica si è ridotta dello 0,2 per cento a fronte di una crescita, seppur lieve, registrata nel Mezzogiorno e nella media nazionale (rispettivamente 0,7 e 0,5 per cento).
Sull'evoluzione congiunturale ha inciso soprattutto la flessione del prodotto nella prima parte dell'anno. Allargando il periodo di riferimento, risulta che ''negli anni successivi alla pandemia la crescita dell'economia lucana è stata più debole rispetto al resto del Paese in presenza di dinamiche sensibilmente eterogenee tra le due province della regione''. Tornando allo scorso anno, l'andamento del settore industriale ha risentito dell'ulteriore contrazione della produzione di auto dello stabilimento di Melfi, con ripercussioni sulle aziende della filiera. L'introduzione di nuovi modelli di auto ha tuttavia determinato alcuni segnali di recupero nel primo trimestre dell'anno in corso. Si sono ridotte anche le estrazioni di petrolio e gas naturale. Nelle costruzioni l'attività è cresciuta lo scorso anno, soprattutto nel segmento delle opere pubbliche, sostenuta dall'avanzamento degli interventi previsti nel Pnrr. Il mercato immobiliare ha mostrato una dinamica ancora favorevole, con un aumento delle transazioni e dei prezzi. Nel terziario l'espansione è stata molto contenuta, beneficiando solo in parte del rafforzamento della domanda turistica.
Negli ultimi anni nel comparto turistico-ricettivo si è osservato un incremento degli occupati e del valore aggiunto; la produttività del lavoro si è ridotta accrescendo il divario rispetto alla media del sistema economico regionale. L'attività agricola ha ristagnato; i prezzi di vendita e i costi dei principali fattori produttivi si sono confermati in aumento e potrebbero ancora subire gli effetti delle tensioni geopolitiche. La dinamica degli scambi con l'estero è rimasta fiacca. Sulle esportazioni ha pesato la debolezza del settore auto mentre hanno continuato a crescere le esportazioni di prodotti agricoli e alimentari. L'andamento del settore auto ha avuto ripercussioni con l'incremento della cassa integrazione. I consumi sono cresciuti in misura limitata e la Basilicata continua a mostrare ''un divario negativo rispetto alla media del Paese''. Infine, l'anno scorso sono cresciuti rispetto al 2024 sia il credito bancario erogato (con il consolidamento della dinamica positiva dei prestiti alle famiglie e la ripresa di quelli alle imprese) sia la spesa degli enti locali.
Sull'evoluzione congiunturale ha inciso soprattutto la flessione del prodotto nella prima parte dell'anno. Allargando il periodo di riferimento, risulta che ''negli anni successivi alla pandemia la crescita dell'economia lucana è stata più debole rispetto al resto del Paese in presenza di dinamiche sensibilmente eterogenee tra le due province della regione''. Tornando allo scorso anno, l'andamento del settore industriale ha risentito dell'ulteriore contrazione della produzione di auto dello stabilimento di Melfi, con ripercussioni sulle aziende della filiera. L'introduzione di nuovi modelli di auto ha tuttavia determinato alcuni segnali di recupero nel primo trimestre dell'anno in corso. Si sono ridotte anche le estrazioni di petrolio e gas naturale. Nelle costruzioni l'attività è cresciuta lo scorso anno, soprattutto nel segmento delle opere pubbliche, sostenuta dall'avanzamento degli interventi previsti nel Pnrr. Il mercato immobiliare ha mostrato una dinamica ancora favorevole, con un aumento delle transazioni e dei prezzi. Nel terziario l'espansione è stata molto contenuta, beneficiando solo in parte del rafforzamento della domanda turistica.
Negli ultimi anni nel comparto turistico-ricettivo si è osservato un incremento degli occupati e del valore aggiunto; la produttività del lavoro si è ridotta accrescendo il divario rispetto alla media del sistema economico regionale. L'attività agricola ha ristagnato; i prezzi di vendita e i costi dei principali fattori produttivi si sono confermati in aumento e potrebbero ancora subire gli effetti delle tensioni geopolitiche. La dinamica degli scambi con l'estero è rimasta fiacca. Sulle esportazioni ha pesato la debolezza del settore auto mentre hanno continuato a crescere le esportazioni di prodotti agricoli e alimentari. L'andamento del settore auto ha avuto ripercussioni con l'incremento della cassa integrazione. I consumi sono cresciuti in misura limitata e la Basilicata continua a mostrare ''un divario negativo rispetto alla media del Paese''. Infine, l'anno scorso sono cresciuti rispetto al 2024 sia il credito bancario erogato (con il consolidamento della dinamica positiva dei prestiti alle famiglie e la ripresa di quelli alle imprese) sia la spesa degli enti locali.