NO ANCHE AL CSS - Combustibile Solido Secondario, derivato dai rifiuti

Nota del il consigliere comunale Paolo Manicone

venerdì 8 settembre 2017
Ancora Italcementi, ancora salute pubblica, ancora attenzione per una tematica che interessa l'intera comunità materana.
é il Consigliere Comunale Paolo Manicone, con una nota stampa riportata di seguito, a riaccendere i riflettori sulla tematica.

"L'ITALCEMENTI nasce nella nostra città, già con forti contrasti. Infatti, ricordiamo che il grande archeologo Dinu Adamesteanu, nel febbraio del 1969, espresse parere negativo sulla nascita di un impianto di produzione nel bel mezzo di una serie di villaggi trincerati preistorici. Erano stati scoperti e studiati da Domenico Ridola in una parte dell'altopiano murgico che rappresenta ancora oggi una delle ricchezze più preziose e indiscusse del territorio materano e di tutto il Mezzogiorno. Ma questo parere fu ignorato e rivisto non valutando fino in fondo l'enorme patrimonio di quel sito unico al mondo.

La Regione Basilicata e l'Ufficio Ambiente sono chiamati a esprimersi sulla "VIA-AIA" da concedere all'ITALCEMENTI di Matera relativamente a ampliamenti, adeguamenti impiantistici e sull'incremento di 60.000 tonnellate/anno di CSS (Combustibile solido secondario) derivato dai rifiuti, che vanno aggiunti agli altri combustibili ancora in uso pet-coke, pneumatici, materiali plastici ed altro.
Il Comune di Matera, è obbligato ad esprimersi chiaramente con proprie osservazioni, nelle quali auspico trasparenza e fermezza, senza l'uso di inutili concessioni, osservazioni che abbiano come punto imprescindibile la salute pubblica dei nostri concittadini. Infatti, prima di concedere ulteriori combustibili, invito tutti e in particolare le istituzioni a opporsi decisamente in considerazione di un dato fondamentale :
Con la creazione del Sub Ambito 1 che gestirà in forma associata il servizio integrato di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani di 5 comuni, con capofila il Comune di Matera, si perseguirà per volontà unanime del Consiglio Comunale di Matera, il modello RIFIUTI ZERO, con il presupposto di non utilizzare più discariche o praticare l'inceneremento dei rifiuti.

L'esperienza ci dice che avere le discariche a disposizione fa fallire inesorabilmente qualsiasi tentativo di sviluppare la raccolta differenziata dei rifiuti, perchè è più semplice seppellire che differenziare. Mentre se le discariche sono chiuse o non disponibili e considerati i costi proibitivi che i cittadini sopportano per portare altrove i rifiuti con aumenti continui della TARI, è dimostrato che si aiutano le comunità a fare la Raccolta Differenziata spinta a livelli vicini al 100%.
Daltronde produrre CSS o CDR (Combustibile derivato dai rifiuti), non aiuterà di certo la raccolta differenziata del sub Ambito 1 a decollare verso ristultati vicini al rifiuto zero, perchè è più semplice incenerire che differenziare.
Il parallelo va fatto con il ragionamento delle discariche; questo perché se si concedono quantità così enormi di combustibile CSS/CDR da incenerire, si deve nel complesso avere più residuo indifferenziato tale da giustificare una produzione di 60.000 tonnellate/anno di CSS (Combustibile solido secondario) da incenerire nelle industrie energivore quali i cementifici, con il risultato ad esempio di raggiungere al massimo il 70% nella raccolta differenziata dei rifiuti.
La Raccolta differenziata VERA nel Sub Ambito 1, che gestirà in forma associata il servizio integrato di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, con capofila il Comune di Matera, perseguirà la volontà unanime del Consiglio comunale di andare verso il modello RIFIUTI ZERO, che presuppone che l'uso di discariche o l'inceneremento dei rifiuti anche sotto forma di combustibile scompaia per sempre?

E' troppo riduttivo e avvilente nei confronti dell'intelligenza della nostra comunità, come è stato fatto, parlare di protagonismo estivo, di allarmismi o altro. Il giudizio delle generazioni future sul nostro modo di operare e amministrare nei confronti della tutela della salute pubblica, della difesa dell'ambiente e non ultimo di tutelare un patrimonio preistorico così generoso e delicato, dipende solamente da noi, ovvero da come intendiamo preservarlo oggi da ogni possibile aggressione".