Spreco di acqua dalla diga di San Giuliano

La Cia chiede di innalzare il limite di quota massima

sabato 28 marzo 2026 8.40
Con una lettera a firma congiunta, indirizzata al prefetto di Matera e all'ufficio di Protezione civile della Regione Basilicata, CIA Puglia e CIA Basilicata hanno ufficialmente chiesto di rivisitare con estrema urgenza i limiti di invasamento della diga di San Giuliano, situata in agro di Miglionico. I presidenti delle due delegazioni, Gennaro Sicolo per CIA Puglia e Giambattista Lorusso per CIA Basilicata, hanno evidenziato come la struttura sia soggetta da oltre un decennio a un regime limitato che ne ha ridotto la capacità operativa a soli 53 milioni di metri cubi rispetto a un potenziale di 94 milioni, una restrizione scaturita in seguito agli eventi calamitosi avvenuti dopo il 2011.

A causa delle abbondanti piogge registrate negli ultimi mesi, l'invaso ha raggiunto il livello massimo autorizzato e questo ha impedito di trattenere ulteriori e importanti volumi di risorsa idrica che sono purtroppo defluiti verso il mare. Dal 18 marzo, infatti, alla diga sono state aperte le paratoie e 50 metri cubi al secondo vengono riversati nel fiume Bradano e quindi finiscono in mare. Per questo l'associazione ha parlato di grande spreco idrico, perché è acqua che si perde perché non viene più raccolta. Eppure è nota la carenza idrica che si registra d'estate per l'agricoltura.

Di fronte alla crescente ricorrenza di fenomeni meteo avversi legati ai cambiamenti climatici, l'organizzazione ha ritenuto opportuno richiedere alle autorità un intervento tempestivo per rivisitare al rialzo le attuali limitazioni.

La richiesta ha puntato ad attivare, attraverso studi idraulici e valutazioni tecniche, le procedure necessarie per aumentare la capacità di accumulo della diga, così da poter gestire e soddisfare adeguatamente i bisogni idrici dei territori asserviti.