Viminale, scatta il piano antiterrorismo

Anche Matera 2019 tra gli eventi da tenere sotto controllo

mercoledì 18 novembre 2015 9.57
A cura di Vittoria Scasciamacchia
In seguito agli attentati di Parigi si alza l'asticella del sistema di sicurezza in tutta Italia. Nel mirino gli eventi, più o meno prossimi, più rilevanti. Tra questi anche Matera 2019.

E' stata diffusa ieri mattina a questure e prefetture dal capo della polizia, Alessandro Pansa, la circolare che prevede un innalzamento dello stato di guardia sugli eventi che prevedono un afflusso elevato di persone, dalle partite di calcio ai concerti alle manifestazioni religiose. In questi casi dovranno essere adottati specifici controlli. Una misura così stringente era stata adottata in precedenza soltanto in occasione degli attentati terroristici di Madrid nel 2004.

In Italia, il prossimo evento più a rischio è sicuramente l'Anno Santo del Giubileo che sarà inaugurato a Roma, presso la Basilica di San Pietro, l'8 Dicembre, ma l'Ansa riporta una serie di appuntamenti da tenere sotto controllo in diverse regioni tra cui anche Basilicata e Puglia.

In Basilicata, entro la fine del 2015 non sono previsti avvenimenti di particolare rilevanza, fermo restando vigilanza continua in ogni manifestazione di rilievo. In prospettiva, un aumento della sorveglianza, però, è previsto in vista del 2019, quando Matera sarà capitale europea della cultura.

Negli scorsi mesi, la Corte dei Conti ha già dato il via libera al Comune di Matera all'utilizzo di oltre la metà di quanto incassato dalle multe in «interventi innovativi» per la gestione della sicurezza. Incluso l'acquisto di pistole e nuove dotazioni per la polizia municipale. A chiederlo era stata la stessa amministrazione a gennaio alla luce di «una situazione emergenziale denunziata come attuale ma anche futura (quale è quella derivante dalla designazione, avvenuta il 17 ottobre 2014 a "Capitale europea della cultura 2019").

Diffusa ieri anche una circolare del Mibact richiedente la verifica che nei piani di emergenza dei musei italiani "sia ricompreso il rischio connesso ad azioni di terrorismo". Il documento, inviato dal segretariato generale, è indirizzato alle direzioni generali, alla soprintendenza archeologica speciale per il Colosseo e l'area archeologica romana, alla soprintendenza speciale per Pompei, ai direttori dei Musei autonomi (i 20 super-musei tra cui Uffizi, Brera e Galleria Borghese), ai direttori dei poli museali, ai segretari regionali e a tutti gli Istituti periferici.

La richiesta, visto "il grave contesto nazionale ed internazionale", è che le direzioni "si attengano al rigoroso rispetto delle procedure di sicurezza previste dai piani di emergenza che ogni istituto ha predisposto" e che sia provveduto "tempestivamente a segnalare alle competenti forse di polizia eventi o situazioni ritenute pericolose nei confronti del rischio antropico". "Gli istituti maggiormente vulnerabili per la presenza di un elevato numero di visitatori o per la loro rappresentatività - prosegue la circolare - dovranno verificare che nel relativo piano di emergenza, tra gli scenari emergenziali, sia ricompreso il rischio connesso ad azioni di terrorismo, provvedendo in caso contrario ad aggiornare ed integrare il piano, richiedendo anche l'assistenza delle prefetture territorialmente competenti".