Consiglio regionale: non sono state presentate domande per i vitalizi
Soddisfazione da parte del centrosinistra
venerdì 12 giugno 2026
9.19
Non sono state presentate domande dai consiglieri regionali in carica per aderire all'indennità differita, il cosiddetto vitalizio da corrispondere alla pensione, secondo un calcolo con sistema contributivo, che tante polemiche aveva suscitato nei mesi scorsi. Lo ha reso noto il centrosinistra.
"Alla scadenza dei termini previsti dalla legge regionale, non risulta presentata alcuna richiesta di adesione al regime dell'indennità differita, meglio conosciuta come vitalizio, da parte dei consiglieri regionali in carica'', hanno dichiarato il presidente regionale di Basilicata Casa Comune, Angelo Chiorazzo, il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle, Christian Giordano, il commissario del Pd della Basilicata, Daniele Manca, e Rondinone-Trivigno per Avs, indicandola come ''una scelta che apprezziamo e che rappresenta un segnale positivo nei confronti della comunità lucana, poiché in un momento storico caratterizzato da difficoltà economiche e sociali per famiglie, lavoratori e imprese nessun rappresentante delle istituzioni avrebbe potuto ignorare il forte sentimento di contrarietà manifestato in questi mesi dai cittadini anche per effetto di un patto elettorale che ha visto cambiare una regola in corso di legislatura''.
Secondo i consiglieri regionali dei partiti del centrosinistra lucano Alessia Araneo, Chiorazzo, Piero Lacorazza, Piero Marrese, Viviana Verri e Giovanni Vizziello, "la introduzione dell'indennità differita avvenuta con tempi e modalità sbagliate, ha contribuito ad alimentare la distanza tra cittadini e istituzioni. Per questo - hanno detto - riteniamo che la decisione dei colleghi che pure avevano sostenuto e votato quella norma rappresenti un importante ripensamento e un segnale di riconciliazione con la comunità regionale. Così come riteniamo necessario che a seguito del recente parere espresso dalla Consulta Statutaria si acceleri l'iter per la legge attuativa degli istituti di partecipazione popolare previsti dallo Statuto regionale''. Secondo i consiglieri, ''la Basilicata è oggi attraversata da dinamiche economiche e sociali complesse - hanno sottolineato - la crisi della sanità pubblica, il lavoro che manca o che resta precario, lo spopolamento delle aree interne, il crescente disagio delle famiglie, le difficoltà infrastrutturali e la perdita di competitività del sistema produttivo regionale. Tutto questo richiede un surplus di impegno politico, istituzionale e di buon governo, tale da relegare in secondo piano ogni scelta che non produca benefici diretti per i lucani. È tempo che la politica torni a concentrarsi esclusivamente sulle priorità reali della Basilicata e sulle risposte che i cittadini attendono''.
"Alla scadenza dei termini previsti dalla legge regionale, non risulta presentata alcuna richiesta di adesione al regime dell'indennità differita, meglio conosciuta come vitalizio, da parte dei consiglieri regionali in carica'', hanno dichiarato il presidente regionale di Basilicata Casa Comune, Angelo Chiorazzo, il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle, Christian Giordano, il commissario del Pd della Basilicata, Daniele Manca, e Rondinone-Trivigno per Avs, indicandola come ''una scelta che apprezziamo e che rappresenta un segnale positivo nei confronti della comunità lucana, poiché in un momento storico caratterizzato da difficoltà economiche e sociali per famiglie, lavoratori e imprese nessun rappresentante delle istituzioni avrebbe potuto ignorare il forte sentimento di contrarietà manifestato in questi mesi dai cittadini anche per effetto di un patto elettorale che ha visto cambiare una regola in corso di legislatura''.
Secondo i consiglieri regionali dei partiti del centrosinistra lucano Alessia Araneo, Chiorazzo, Piero Lacorazza, Piero Marrese, Viviana Verri e Giovanni Vizziello, "la introduzione dell'indennità differita avvenuta con tempi e modalità sbagliate, ha contribuito ad alimentare la distanza tra cittadini e istituzioni. Per questo - hanno detto - riteniamo che la decisione dei colleghi che pure avevano sostenuto e votato quella norma rappresenti un importante ripensamento e un segnale di riconciliazione con la comunità regionale. Così come riteniamo necessario che a seguito del recente parere espresso dalla Consulta Statutaria si acceleri l'iter per la legge attuativa degli istituti di partecipazione popolare previsti dallo Statuto regionale''. Secondo i consiglieri, ''la Basilicata è oggi attraversata da dinamiche economiche e sociali complesse - hanno sottolineato - la crisi della sanità pubblica, il lavoro che manca o che resta precario, lo spopolamento delle aree interne, il crescente disagio delle famiglie, le difficoltà infrastrutturali e la perdita di competitività del sistema produttivo regionale. Tutto questo richiede un surplus di impegno politico, istituzionale e di buon governo, tale da relegare in secondo piano ogni scelta che non produca benefici diretti per i lucani. È tempo che la politica torni a concentrarsi esclusivamente sulle priorità reali della Basilicata e sulle risposte che i cittadini attendono''.