Criticità dell’ospedale di Matera

Il comunicato del Tribunale dei Diritti e dei Doveri Del Medico

lunedì 28 novembre 2022
Di seguito riportato il comunicato del Dott. Alberto Fragasso, Presidente del Tribunale dei Diritti e dei Doveri Del Medico:

In questi giorni la signora X si è presentata al Pronto Soccorso dell'ospedale di Matera; per dare risposta al suo problema di salute è intervenuto il dottor Y. Non è un medico del Pronto Soccorso: opera in altro reparto ma è stato comandato a coprire quel turno per carenze di organico. Dopo qualche giorno la signora X si è presentata in ospedale per un esame diagnostico prenotato da mesi. Le rispondono che l'esame non è fattibile perché il dottor Y che avrebbe dovuto effettuare l'indagine è stato comandato al Pronto Soccorso. Questo accade in questi giorni nell'ospedale di Matera. Sono stati inviati 68 ordini di servizio per coprire i turni del Pronto Soccorso. E' la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Un declino del Madonna delle Grazie che dura ormai da circa 10 anni. Le cause? Una gestione ragionieristica della sanità finalizzata al risparmio e non alla promozione della salute, carenze del territorio, mortificazione economica del personale, abolizione di numerose specialità come strutture complesse e pertanto meno primari, burocratizzazione estrema, concorsi realizzati in tempi inaccettabili, carenza complessiva di personale (nell'ultimo decennio circa 500 unità in meno nel settore sanitario), ingiusta e mortificante sudditanza sanitaria nei confronti del San Carlo di Potenza. La recente pandemia ha poi reso manifeste le criticità latenti. Le conseguenze? Fuga di primari e, a seguire, di tanti altri medici, verso gli ospedali della Puglia. Negli ultimi giorni dimissioni a catena. Reparti allo stremo, sotto organico, riposi e congedi ordinari pressoché impossibili; copertura turni al pronto soccorso con ordini di servizio; concorsi deserti.

Vero è che ci sono ormai pochi medici specializzati (il problema è nazionale), ma qui, dopo aver chiesto le dovute informazioni, non vuole venire nessuno. Tecnologia desueta: problemi anche per gli esami di routine più banali; liste di attesa improponibili; strutture fatiscenti in un ospedale edificato circa 20 anni fa. Infine emigrazione sanitaria, ovvero fuga dei nostri concittadini in particolare verso gli ospedali della Puglia (non verso Potenza!). Come rimediare? Necessita una strategia innovativa per il ns ospedale, al fine di un possibile recupero in termini di qualità, quantità e credibilità, con provvedimenti che rendano la struttura più attrattiva, sia per gli operatori che per gli utenti. Il possibile bacino di utenza del nostro ospedale è l'area murgiana: se agli abitanti di Matera e provincia si sommano quelli dei comuni limitrofi della Puglia si raggiungono 366.618 unità, a fronte dei 348.336 abitanti di Potenza e provincia.

Sono necessari incentivi economici per il personale al fine di metterci alla pari con gli altri; perché a parità di funzioni corrispondono retribuzioni diverse negli ospedali della stessa regione? Ridare prospettive di carriera restituendo la dignità di struttura complessa a numerose specialità. Le specialità qualificano l'ospedale. Negativa l'esperienza delle strutture complesse interaziendali (Potenza-Matera). Non si può fare il primario a 100 km di distanza. Assunzioni a tempi rapidi accelerando le procedure concorsuali, agevolazioni per i neoassunti non residenti a Matera, ricorso a privati per tamponare l'emergenza, riqualificazione della struttura ospedaliera. Sono allo studio numerose soluzioni. Necessita metterle in atto a breve.

Aggiornare l'indirizzo normativo con atto aziendale. In questi giorni sono tante le voci che dissertano sulla sanità materana; alcune già corresponsabili dell'attuale declino, altre, per quanto autorevoli, di chi mai ha operato nella nostra sanità. Poche le voci, con alcune eccezioni, di chi nel nostro ospedale lavora o ha lavorato. La storia insegna. Nel 1917 dopo la ritirata di Caporetto il generale Cadorna, capo di stato maggiore dell'esercito, fu sostituito dal generale Diaz. Fra i primi provvedimenti un incremento delle calorie del rancio. Di più: il generale consumava il rancio in trincea con i soldati. Il morale della truppa era uno degli obiettivi prioritari. Arrivò Vittorio Veneto. Un esempio. Ci sarà anche per il nostro ospedale una "Vittorio Veneto"?