Natuzzi: ora è scontro, i sindacati pronti alla mobilitazione
"La nuova proposta è peggiorativa"
martedì 14 aprile 2026
20.52
I sindacati annunciano la mobilitazione dopo il nuovo tavolo di confronto con la Natuzzi. Non c'è l'accordo, anzi secondo i sindacati la nuova proposta è peggiorativa. Tale posizione è condivisa sia dalle sigle di categoria del settore legno arredo Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil insieme a Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil sia da Cobas e Usb del lavoro privato.
Le motivazioni dei sindacati
''A seguito di due giorni di confronto serrato tenutesi a Santeramo, le organizzazioni sindacali e le Rsu/Rsa esprimono profonda contrarietà rispetto alla nuova, ennesima, proposta presentata dall'azienda, giudicata nettamente peggiorativa rispetto a quanto discusso nei giorni scorsi. "L'azienda a seguito del Consiglio di Amministrazione, tenutosi domenica, non ha dato seguito al documento da essa proposto ed emendato dalle organizzazioni sindacali, senza nessuna spiegazione di merito, motivando la decisione con un aggravamento della situazione economica - hanno spiegato i sindacati -. La nuova impostazione rappresenta un drastico cambio di rotta che ribalta il contesto del confronto, delineando una ristrutturazione unilaterale basata su un orizzonte a scadenza di quest'anno, e cancellando ogni previsione di assetti industriali futuri. Tra gli elementi più critici della nuova proposta aziendale si evidenziano: delocalizzazione produttiva, con il trasferimento di parte delle attività in Romania; riduzione dei costi basata su esodi incentivati, ammortizzatori sociali e ridimensionamento industriale, con un impatto pesantissimo sul territorio e sull'occupazione; rischio di trasferimenti unilaterali e incremento della cassa integrazione oltre il 70% per reggere il momento di profonda crisi; progressivo smantellamento della base produttiva della Murgia, con conseguenze economiche e sociali gravissime per l'intero territorio".
Per le organizzazioni è ''inaccettabile'' la proposta di incentivo all'esodo: 50.000 euro, dilazionati in cinque anni e privi di reali strumenti di accompagnamento alla pensione. Rimangono nella proposta aziendale la chiusura dello stabilimento di Jesce 2 a Santeramo, la cessione del sito di La Martella a Matera, la vendita di Ginosa. Inoltre le organizzazioni sindacali ritengono la Natuzzi Industrial S.r.l. ''una nuova entità industriale utile sia allo scopo di salvaguardare l'attuale perimetro industriale, sia alla promozione di sviluppare nuove partnership industriali''.
Il piano viene respinto "con fermezza" perché "risulta essere un piano di dismissione'' e viene respinto l'incentivo all'esodo così come formulato. Sono stati già decisi la convocazione di assemblee territoriali, il coinvolgimento delle istituzioni ad ogni livello (con lettere, interrogazioni parlamentari, a tutela e salvaguardia dei posti di lavoro e del tessuto industriale), l'organizzazione di un'assemblea pubblica, presidi permanente da organizzare davanti agli stabilimenti Natuzzi e l'organizzazione di diverse forme di sciopero. Annunciata anche una grande manifestazione a Roma. ''La vertenza Natuzzi rappresenta una questione di rilievo nazionale - hanno dichiarato -. È in gioco il futuro di centinaia di lavoratrici e lavoratori e la tenuta produttiva della Murgia. Il sindacato non accetterà soluzioni che determinino desertificazione industriale e perdita di competenze".
Natuzzi
Si è in attesa della posizione ufficiale dell'azienda dopo la "rottura" con i sindacati. Nel frattempo la "casa madre" ha costituito una nuova società la Natuzzi Industrial S.r.l.
Le motivazioni dei sindacati
''A seguito di due giorni di confronto serrato tenutesi a Santeramo, le organizzazioni sindacali e le Rsu/Rsa esprimono profonda contrarietà rispetto alla nuova, ennesima, proposta presentata dall'azienda, giudicata nettamente peggiorativa rispetto a quanto discusso nei giorni scorsi. "L'azienda a seguito del Consiglio di Amministrazione, tenutosi domenica, non ha dato seguito al documento da essa proposto ed emendato dalle organizzazioni sindacali, senza nessuna spiegazione di merito, motivando la decisione con un aggravamento della situazione economica - hanno spiegato i sindacati -. La nuova impostazione rappresenta un drastico cambio di rotta che ribalta il contesto del confronto, delineando una ristrutturazione unilaterale basata su un orizzonte a scadenza di quest'anno, e cancellando ogni previsione di assetti industriali futuri. Tra gli elementi più critici della nuova proposta aziendale si evidenziano: delocalizzazione produttiva, con il trasferimento di parte delle attività in Romania; riduzione dei costi basata su esodi incentivati, ammortizzatori sociali e ridimensionamento industriale, con un impatto pesantissimo sul territorio e sull'occupazione; rischio di trasferimenti unilaterali e incremento della cassa integrazione oltre il 70% per reggere il momento di profonda crisi; progressivo smantellamento della base produttiva della Murgia, con conseguenze economiche e sociali gravissime per l'intero territorio".
Per le organizzazioni è ''inaccettabile'' la proposta di incentivo all'esodo: 50.000 euro, dilazionati in cinque anni e privi di reali strumenti di accompagnamento alla pensione. Rimangono nella proposta aziendale la chiusura dello stabilimento di Jesce 2 a Santeramo, la cessione del sito di La Martella a Matera, la vendita di Ginosa. Inoltre le organizzazioni sindacali ritengono la Natuzzi Industrial S.r.l. ''una nuova entità industriale utile sia allo scopo di salvaguardare l'attuale perimetro industriale, sia alla promozione di sviluppare nuove partnership industriali''.
Il piano viene respinto "con fermezza" perché "risulta essere un piano di dismissione'' e viene respinto l'incentivo all'esodo così come formulato. Sono stati già decisi la convocazione di assemblee territoriali, il coinvolgimento delle istituzioni ad ogni livello (con lettere, interrogazioni parlamentari, a tutela e salvaguardia dei posti di lavoro e del tessuto industriale), l'organizzazione di un'assemblea pubblica, presidi permanente da organizzare davanti agli stabilimenti Natuzzi e l'organizzazione di diverse forme di sciopero. Annunciata anche una grande manifestazione a Roma. ''La vertenza Natuzzi rappresenta una questione di rilievo nazionale - hanno dichiarato -. È in gioco il futuro di centinaia di lavoratrici e lavoratori e la tenuta produttiva della Murgia. Il sindacato non accetterà soluzioni che determinino desertificazione industriale e perdita di competenze".
Natuzzi
Si è in attesa della posizione ufficiale dell'azienda dopo la "rottura" con i sindacati. Nel frattempo la "casa madre" ha costituito una nuova società la Natuzzi Industrial S.r.l.