Truffa su vendita di dispositivi per la salute, due arrestati
Anziani e persone disabili indotte all'acquisto e poi intascati soldi di società finanziarie
lunedì 9 febbraio 2026
15.40
In un'indagine coordinata dalla Procura di Matera, in cui si contesta una truffa nella vendita di apparecchiature elettromedicali, sono state eseguite due misure cautelari personali agli arresti domiciliari con utilizzo del braccialetto elettronico, emesse dal gip del locale Tribunale ed eseguite dalla sezione di pg della Polizia di Stato. Sono state ricostruite condotte di truffa aggravata commessa anche a distanza attraverso strumenti informatici o telematici, con altri reati connessi tra cui la sostituzione di persona, a danno di soggetti ritenuti particolarmente vulnerabili e di società operanti nel credito al consumo.
Secondo l'ipotesi accusatoria, le vittime della truffa venivano contattate con il metodo porta a porta e veniva promosso l'acquisto di apparecchiature elettromedicali e dispositivi per la salute, anche tramite intermediari o collaboratori. Venivano acquisite copie di documenti e dati personali degli interessati, spesso individuati per condizioni di particolare fragilità (età avanzata, patologie o disabilità). Quindi, all'insaputa delle vittime, venivano attivati contratti di credito al consumo e finanziamenti presso diversi istituti, utilizzando procedure di firma digitale remota e sistemi di autenticazione mediante codici Otp (one time password) utilizzando utenze telefoniche nella disponibilità degli indagati o di persone compiacenti, così da eludere il controllo effettivo dell'intestatario. Infine agli indagati venivano accreditate le somme, con danno per le società finanziarie a cui i finanziamenti non venivano restituiti dopo le denunce delle persone offese.
Le indagini sono state sviluppate con l'acquisizione e l'analisi delle denunce-querele e della documentazione contrattuale e bancaria relativa ai finanziamenti, con la tracciatura degli accrediti, con l'esame degli elementi tecnici connessi alle procedure di attivazione ''a distanza'' (tra cui le utenze utilizzate per gli Otp) e con la ricostruzione dei vari episodi consumati.
Il pericolo di reiterazione del reato è alla base dei provvedimenti di arresto.
Secondo l'ipotesi accusatoria, le vittime della truffa venivano contattate con il metodo porta a porta e veniva promosso l'acquisto di apparecchiature elettromedicali e dispositivi per la salute, anche tramite intermediari o collaboratori. Venivano acquisite copie di documenti e dati personali degli interessati, spesso individuati per condizioni di particolare fragilità (età avanzata, patologie o disabilità). Quindi, all'insaputa delle vittime, venivano attivati contratti di credito al consumo e finanziamenti presso diversi istituti, utilizzando procedure di firma digitale remota e sistemi di autenticazione mediante codici Otp (one time password) utilizzando utenze telefoniche nella disponibilità degli indagati o di persone compiacenti, così da eludere il controllo effettivo dell'intestatario. Infine agli indagati venivano accreditate le somme, con danno per le società finanziarie a cui i finanziamenti non venivano restituiti dopo le denunce delle persone offese.
Le indagini sono state sviluppate con l'acquisizione e l'analisi delle denunce-querele e della documentazione contrattuale e bancaria relativa ai finanziamenti, con la tracciatura degli accrediti, con l'esame degli elementi tecnici connessi alle procedure di attivazione ''a distanza'' (tra cui le utenze utilizzate per gli Otp) e con la ricostruzione dei vari episodi consumati.
Il pericolo di reiterazione del reato è alla base dei provvedimenti di arresto.