Violente mareggiate su costa jonica, si contano i danni

Convocata una riunione urgente il 27 gennaio

venerdì 23 gennaio 2026 13.00
Per i danni provocati dalle violente mareggiate, che hanno colpito anche il litorale jonico lucano provocando allagamenti negli stabilimenti balneari, la Regione Basilicata ha convocato un incontro in programma martedì 27 gennaio con i sindaci, le associazioni di categoria dei balneari, il commissario per il dissesto idrogeologico, la protezione civile e gli uffici del demanio marittimo e della difesa del suolo. La riunione rappresenterà un primo momento di confronto per verificare puntualmente la situazione, raccogliere le segnalazioni degli operatori e individuare le misure più efficaci per sostenere il settore. Le mareggiate, inoltre, hanno provocato l'accumulo, lungo l'intera costa e sugli arenili, di ingenti quantità di detriti e residui vegetali di varia natura.

La riunione è stata convocata dal vice presidente della Regione Basilicata con delega alla protezione civile, Pasquale Pepe, d'intesa con il governatore Vito Bardi. "Abbiamo ritenuto necessario convocare tempestivamente questo tavolo - ha dichiarato Pepe - per affrontare in modo coordinato gli effetti delle mareggiate e per dare un segnale concreto di attenzione agli operatori balneari. L'ascolto delle categorie e il lavoro sinergico tra uffici e istituzioni sono passaggi fondamentali per definire interventi adeguati. Abbiamo dato mandato ai tecnici competenti di studiare ogni iniziativa possibile per attenuare le ricadute economiche sugli operatori nella consapevolezza che occorre accompagnare il comparto verso una ripresa rapida e sostenibile".

Nel corso dell'incontro saranno illustrate le azioni su cui si sta lavorando, a cominciare dall'adozione di misure compensative a sostegno dei concessionari, valutando in particolare "una riduzione dei canoni demaniali, al fine di alleviare l'impatto economico dei danni subiti e venire incontro alle esigenze delle imprese''. Si verificherà anche ''la sussistenza dei presupposti per richiedere lo stato di emergenza".