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Affidamento servizi di comunicazione, dubbi dell'opposizione

Interrogazione di cinque consiglieri comunali

Comunicato dei consiglieri comunali Domenico Bennardi, Luca Colucci, Angelo Raffaele Cotugno, Marina Rizzi e Vincenzo Santochirico

Oltre 172 mila euro complessivi per tre anni di servizi di comunicazione istituzionale, gestione dei media digitali, ufficio stampa e media relations del Comune di Matera, affidati a Ekomedia Società Cooperativa Sociale, con sede a Taranto. Un affidamento sul quale i consiglieri comunali Domenico Bennardi, Luca Colucci, Angelo Raffaele Cotugno, Marina Rizzi e Vincenzo Santochirico chiedono ora all'Amministrazione risposte precise su procedure, criteri e opportunità delle scelte compiute.

A destare interrogativi è innanzitutto la modalità con cui è stato costruito il confronto tra gli operatori. La ricerca esplorativa avviata dal Comune ha coinvolto soltanto quattro soggetti, escludendo di fatto dalla possibilità di presentare una proposta un patrimonio molto più ampio di giornalisti, agenzie, videomaker, social media manager, grafici e professionisti della comunicazione presenti a Matera e in Basilicata.
"Ci chiediamo perché un servizio così importante e finanziariamente significativo sia stato costruito attraverso un confronto così ristretto - spiegano i consiglieri - e soprattutto perché non siano state create condizioni più ampie di partecipazione per le tante professionalità che operano sul territorio".

L'interrogazione chiede inoltre di conoscere quali siano le effettive esperienze pregresse e documentate che hanno portato alla scelta dell'operatore affidatario e quali criteri siano stati utilizzati per selezionare proprio i quattro soggetti invitati alla procedura. Una domanda che assume particolare rilievo anche alla luce del fatto che Ekomedia, secondo quanto risulta dagli atti, è una realtà di recente costituzione: "È necessario capire quali esperienze siano state considerate, con quali criteri e sulla base di quali elementi il Comune abbia valutato l'idoneità dell'operatore a gestire un servizio così delicato per l'Ente".
C'è poi un ulteriore profilo che i consiglieri chiedono di chiarire: se tra soci, amministratori o consulenti della società affidataria vi siano soggetti che abbiano svolto attività di comunicazione o consulenza per forze politiche, liste o candidati della maggioranza consiliare durante l'ultima campagna elettorale. Non un'accusa, ma una verifica che, secondo i firmatari dell'interrogazione, è doverosa quando si affidano a soggetti esterni servizi di comunicazione istituzionale che devono garantire imparzialità e terzietà.

I consiglieri chiedono poi chiarimenti sulla scelta della durata triennale dell'accordo quadro. L'interrogazione chiede di fare chiarezza sulle modalità con cui è stata determinata la durata del rapporto e sulla complessiva costruzione dell'affidamento, anche alla luce della soglia prevista per il ricorso all'affidamento diretto.
"È legittimo chiedersi perché si sia scelto un rapporto di tre anni, anziché una durata diversa, e se questa scelta abbia avuto un ruolo nella determinazione del valore dell'affidamento. Anche su questo vogliamo risposte trasparenti, perché parliamo di risorse pubbliche e di un servizio strategico per l'Amministrazione".

Nell'interrogazione vengono inoltre chiesti chiarimenti sulla tempistica dell'atto, approvato a ridosso di Ferragosto da un dirigente facente funzioni di un settore non direttamente collegato alla comunicazione, sulle ragioni dell'urgenza, sulla copertura finanziaria complessiva e sull'opportunità di esternalizzare un servizio così ampio, considerato che il Comune dispone già di competenze interne.
"Qui non stiamo parlando semplicemente di un incarico professionale. Parliamo della comunicazione istituzionale della città per i prossimi anni e di oltre 170 mila euro di risorse pubbliche. Per questo vogliamo capire perché si sia scelta questa procedura, perché sia stato scelto il periodo di Ferragosto, perché siano stati coinvolti soltanto quattro operatori, quali competenze siano state effettivamente valutate, quali garanzie esistano rispetto all'imparzialità del servizio e quali siano le coperture finanziarie".

Resta infine la questione delle opportunità per il territorio. "Matera continua a parlare di giovani, di spopolamento e di fuga dei talenti, ma quando si presenta un investimento concreto in un settore nel quale esiste un tessuto professionale qualificato, l'Amministrazione sembra guardare altrove. Non chiediamo privilegi per i professionisti materani. Chiediamo che siano messi nelle condizioni di conoscere le opportunità, partecipare e competere".

Per questo i consiglieri chiedono al sindaco e alla Giunta di fornire tutti i chiarimenti richiesti e di valutare, anche in autotutela, la sospensione o la revoca degli atti per una complessiva rivalutazione delle esigenze di comunicazione dell'Ente e per l'eventuale ricorso a una procedura maggiormente partecipata e aperta al territorio. "Essere aperti al mondo non significa dimenticare Matera. Una città che vuole trattenere i propri giovani deve prima di tutto essere capace di non perdere le opportunità che ha in casa. E su questo affidamento, oggi, le domande sono molte. Aspettiamo dal sindaco e dalla Giunta risposte altrettanto chiare".
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