La sede dell'Italcementi a Matera
La sede dell'Italcementi a Matera
Territorio

"I dati Arpab non sono attendibili"

Dal comitato No-inceneritore l'accusa ai dati presentati ieri in Comune. Intanto prosegue la petizione

Un controsenso. Arrivano i dati delle emissioni da parte dell'inceneritore di Italcementi, ma riguardano un lasso troppo breve dell'attività, dunque non sono attendibili.

Una giornata intensa quella di ieri in sala Giunta al sesto piano del Comune di Matera, dove l'Arpab ha presentato i dati delle emissioni, dimostrandone la regolarità, ma l'arco di tempo nel quale sono stati effettuate le verifiche sono talmente brevi da non assicurare una veridicità scientifica.

La denuncia arriva dal Comitato No-Inceneritore "Mento sul cemento". I rappresentanti, infatti, erano stati convocati ad un tavolo tecnico per le 12 di martedì, scoprendo successivamente che alle 11 era prevista la conferenza con la presentazione dei dati da parte dell'Arpab. Presenti alla conferenza tutte le parti in causa, dal Comune all'azienda, passando per i rappresentanti di Provincia e Regione.

I dati sono stati presentati dall'Arpab in base ad un protocollo d'intesa del 2010, rinnovato nel 2011, secondo il quale era delegato all'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Basilicata il controllo delle emissioni, su richiesta del Comune di Matera, inerenti l'Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) concessa alla Italcementi nel 2010.

"E' stata solamente una conferenza-evento mediatico - attacca Mimmo Genchi del Comitato No-inceneritore - perchè sono stati presentati dati con rilevamenti attuati dal settembre 2013 a novembre 2013, e considerando che in quel periodo per 15 giorni l'azienda è stata ferma, si parla di dati inerenti un periodo di circa un mese, praticamente a livello statistico irrilevanti. Bisognerebbe parlare di rilevamenti di durata almeno annuale per poter fare una verifica adeguata. Inoltre, è stato sottolineato come le verifiche siano state effettuate nell'arco di 2 chilometri. Altra inutilità, in quanto dagli studi è emerso che gli effetti peggiori si riscontrano tra i 4 ed i 7 chilometri, e che da protocollo era inteso controllare entro 15 chilometri".

Una situazione senza dubbio molto strana, controversa, che porta ad una conclusione il Comitato No-inceneritore. "Questa situazione creatasi, ci preoccupa tantissimo - riprende Genchi - perchè sembra che le Istituzioni siano dalla parte dell'Impresa e non dei cittadini. Capiamo gli interessi economici, ma è triste che l'amministrazione comunale invece di chiedere chiarezza, presenti per buone rilevazioni svolte nell'arco di un mese e a delle condizioni irrilevanti".

Intanto, il Comitato ha chiesto di prendere visione dei dati rilevati sino ad oggi che, secondo il Protocollo tra Comune e Arpab nel 2010, sono relativi agli anni di attività dell'inceneritore secondo le disposizione dell'attuale Aia. Ricordiamo che è in essere una richiesta, al vaglio della Regione, per una nuova Aia che permetta di bruciare sino a 60mila tonnellate di rifiuti, in sostituzione dell'attuale, che ne concede 12mila di tonnellate.

Inoltre, sempre nella giornata di ieri, sono state consegnate le prime 300 firme per la Petizione comunale (sono 200 quelle richieste come minimo per poter realizzare una petizione), la prima in assoluto a Matera, per chiedere al sindaco che sospenda tutto e convochi una conferenza di servizi per parlare della salute e degli effetti dell'inceneritore sulla città. "Siamo a buon punto, potremmo già fermarci, ma proseguiamo nella nostra battaglia perchè vogliamo dare più senso alla partecipazione popolare in questa battaglia che riguarda davvero la salute di tutti" conclude Genchi.
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