Inizia la produzione della fragola della Basilicata a marchio Igp

Pronto il piano dei controlli

domenica 11 gennaio 2026 10.00
A Policoro è stato presentato il piano dei controlli sulla filiera con cui diventa operativo il riconoscimento della Igp, indicazione geografica protetta, alla fragola della Basilicata. A novembre sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea è stato pubblicato il regolamento di esecuzione 2025/2239 della commissione con cui la Igp ''Fragola della Basilicata'' è stata iscritta nel registro delle indicazioni geografiche dell'Unione.

La zona di produzione comprende i Comuni di Bernalda, Montalbano Jonico, Montescaglioso, Nova Siri, Pisticci, Policoro, Rotondella, Scanzano Jonico, Tursi. In base al disciplinare, la Igp si basa sulla qualità del prodotto e ha un pregresso nella storicità della coltivazione e dell'uso della fragola in Basilicata. La qualità è dovuta ''a fattori specifici della zona geografica, che favoriscono la coltivazione della fragola: pedologici, climatici e umani'' e ''tali fattori agiscono in connessione tra loro ed hanno determinato la notorietà del prodotto rispetto al luogo, tanto da identificarlo con il nome di fragola della Basilicata''. La lunga esperienza accumulata dagli agricoltori nella coltivazione della fragola ha permesso di valorizzare al meglio il rapporto tra vocazione territoriale e potenzialità di 29 varietà (la caratterizzazione varietale è stata condotta dall'Alsia, agenzia lucana per lo sviluppo e l'innovazione in agricoltura).

La fragolicoltura lucana si estende su circa 1.200 ettari coltivati, con una produzione annua di circa 500.000 quintali e un fatturato che supera i 150 milioni di euro. ''Il riconoscimento Igp non è un punto di arrivo simbolico - ha detto l'assessore all'agricoltura Carmine Cicala partecipando all'incontro a Policoro - ma un passaggio decisivo per consentire alle imprese agricole di competere sui mercati con uno strumento di tutela, qualità e valore aggiunto. Il piano dei controlli rende possibile la commercializzazione certificata e rafforza il ruolo delle organizzazioni di produttori nella costruzione di filiere più solide e riconoscibili".