Sequestrato palazzo di 12 piani in costruzione
In piazza Michele Bianco. Accuse: abuso edilizio e false attestazioni
martedì 3 marzo 2026
15.51
Un palazzo residenziale di 12 piani in costruzione è stato sequestrato in piazza Michele Bianco a Matera dalla Guardia di finanza in un'inchiesta della Procura in cui sono indagate cinque persone a cui si contestano difformità edilizie e urbanistiche rispetto alle autorizzazioni e ai piani in vigore. Le accuse sono di abuso edilizio e false attestazioni.
I militari del nucleo di polizia economico-finanziaria hanno eseguito un sequestro preventivo disposto dal gip del locale Tribunale. Secondo la Procura, per il palazzo, in fase di realizzazione sull'area dell'ex hotel Palace, le ipotesi di reato contestate riguardano l'esecuzione di lavori edilizi ''in totale difformità e comunque in assenza di valido titolo abilitativo'' in concorso e, quanto alle imprese esecutrici, anche ''con cooperazione colposa'', ha comunicato il procuratore di Matera Alessio Coccioli.
Gli indagati sono i legali rappresentanti della società proprietaria/committente e delle imprese esecutrici e un tecnico progettista che ha anche il ruolo di direttore dei lavori. L'indagine è iniziata da segnalazioni istituzionali, riguardanti una costruzione di rilevanti dimensioni in corso di realizzazione in un'area centrale della città, con evidente impatto sul contesto urbano e sul carico urbanistico. Secondo la Procura ci sarebbero ''macroscopiche difformità tra i parametri massimi consentiti e quelli dell'opera in concreto realizzata e/o in corso di realizzazione'': 12 piani fuori terra a fronte di un massimo consentito di 10; una superficie lorda (Sul) complessiva pari a circa 9.445 mq a fronte di una Sul massima consentita pari a 6.366,73 mq (eccedenza di circa 3.078 mq); un'altezza complessiva pari a circa 38,40 metri, eccedente di circa 2,40 il limite massimo di 36.
Quanto alle esigenze cautelari, il sequestro è stato disposto per evitare ''ulteriore aggravamento delle conseguenze dei reati ipotizzati'' con la prosecuzione dei lavori.
Si precisa che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari: le ipotesi accusatorie e le responsabilità degli indagati dovranno essere verificate nel contraddittorio tra le parti e nelle sedi competenti, e le persone sottoposte ad indagini sono da considerarsi presunte innocenti fino a sentenza definitiva di condanna.
Si tratta del secondo sequestro preventivo in piazza Bianco nel giro di pochi giorni. Il 26 febbraio i sigilli sono stati apposti ad un altro immobile in costruzione, con altre sei persone indagate con le accuse di violazioni edilizie e urbanistiche e di falso ideologico.
I militari del nucleo di polizia economico-finanziaria hanno eseguito un sequestro preventivo disposto dal gip del locale Tribunale. Secondo la Procura, per il palazzo, in fase di realizzazione sull'area dell'ex hotel Palace, le ipotesi di reato contestate riguardano l'esecuzione di lavori edilizi ''in totale difformità e comunque in assenza di valido titolo abilitativo'' in concorso e, quanto alle imprese esecutrici, anche ''con cooperazione colposa'', ha comunicato il procuratore di Matera Alessio Coccioli.
Gli indagati sono i legali rappresentanti della società proprietaria/committente e delle imprese esecutrici e un tecnico progettista che ha anche il ruolo di direttore dei lavori. L'indagine è iniziata da segnalazioni istituzionali, riguardanti una costruzione di rilevanti dimensioni in corso di realizzazione in un'area centrale della città, con evidente impatto sul contesto urbano e sul carico urbanistico. Secondo la Procura ci sarebbero ''macroscopiche difformità tra i parametri massimi consentiti e quelli dell'opera in concreto realizzata e/o in corso di realizzazione'': 12 piani fuori terra a fronte di un massimo consentito di 10; una superficie lorda (Sul) complessiva pari a circa 9.445 mq a fronte di una Sul massima consentita pari a 6.366,73 mq (eccedenza di circa 3.078 mq); un'altezza complessiva pari a circa 38,40 metri, eccedente di circa 2,40 il limite massimo di 36.
Quanto alle esigenze cautelari, il sequestro è stato disposto per evitare ''ulteriore aggravamento delle conseguenze dei reati ipotizzati'' con la prosecuzione dei lavori.
Si precisa che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari: le ipotesi accusatorie e le responsabilità degli indagati dovranno essere verificate nel contraddittorio tra le parti e nelle sedi competenti, e le persone sottoposte ad indagini sono da considerarsi presunte innocenti fino a sentenza definitiva di condanna.
Si tratta del secondo sequestro preventivo in piazza Bianco nel giro di pochi giorni. Il 26 febbraio i sigilli sono stati apposti ad un altro immobile in costruzione, con altre sei persone indagate con le accuse di violazioni edilizie e urbanistiche e di falso ideologico.