Stanziati fondi per ripristino ferroviario tra Jesce-Matera e Altamura
Patto tra Regioni Puglia e Basilicata per rilancio industriale. Decisiva la Ferrosud Mermec
mercoledì 4 marzo 2026
La Giunta della Regione Puglia, su proposta dell'assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità Raffaele Piemontese, ha approvato la delibera che sblocca definitivamente il finanziamento per il ripristino del collegamento ferroviario tra la stazione di Casal Sabini, ad Altamura, e l'area industriale di Jesce, nel territorio di Matera.
In tutto un investimento di 10,5 milioni di euro. Le risorse — 8 milioni a carico della Regione Puglia, cui si aggiungono 2 milioni e mezzo di euro della Regione Basilicata — serviranno a due obiettivi concreti: rimettere in funzione il tratto ferroviario che collega l'area industriale alla rete nazionale e avviare la progettazione di un nuovo hub intermodale per il traffico merci. L'intervento nasce dalla collaborazione tra Puglia e Basilicata: due regioni che condividono un territorio di confine con un forte potenziale produttivo ancora inespresso. Il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Matera è il soggetto beneficiario del finanziamento, con Rete Ferroviaria Italiana nel ruolo di soggetto attuatore dei lavori. Le risorse sono inserite nell'Accordo per la Coesione sottoscritto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dalla Regione Puglia, a valere sul Fondo di Sviluppo e Coesione 2021-2027.
Oltre a trasformare l'area di Jesce in un nodo logistico moderno, capace di attrarre investimenti e di servire le imprese del comprensorio con trasporti efficienti e sostenibili, gli interventi contribuiscono anche al rilancio dello storico stabilimento ex Ferrosud che si estende nel territorio di tre Comuni: Matera, Altamura e Santeramo in Colle. Rilevato dal gruppo Mermec, che ha reintegrato la gran parte dei lavoratori in cassa integrazione, lo stabilimento si propone come un polo d'eccellenza nella produzione di rotabili ferroviari.
La delibera approvata oggi risolve anche un nodo tecnico-amministrativo che rischiava di rallentare i tempi: il disallineamento tra il Protocollo d'Intesa originario e le indicazioni dell'Accordo per la Coesione è stato sanato, con il via libera formale del Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ora si può andare avanti, senza perdere altro tempo.
In tutto un investimento di 10,5 milioni di euro. Le risorse — 8 milioni a carico della Regione Puglia, cui si aggiungono 2 milioni e mezzo di euro della Regione Basilicata — serviranno a due obiettivi concreti: rimettere in funzione il tratto ferroviario che collega l'area industriale alla rete nazionale e avviare la progettazione di un nuovo hub intermodale per il traffico merci. L'intervento nasce dalla collaborazione tra Puglia e Basilicata: due regioni che condividono un territorio di confine con un forte potenziale produttivo ancora inespresso. Il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Matera è il soggetto beneficiario del finanziamento, con Rete Ferroviaria Italiana nel ruolo di soggetto attuatore dei lavori. Le risorse sono inserite nell'Accordo per la Coesione sottoscritto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dalla Regione Puglia, a valere sul Fondo di Sviluppo e Coesione 2021-2027.
Oltre a trasformare l'area di Jesce in un nodo logistico moderno, capace di attrarre investimenti e di servire le imprese del comprensorio con trasporti efficienti e sostenibili, gli interventi contribuiscono anche al rilancio dello storico stabilimento ex Ferrosud che si estende nel territorio di tre Comuni: Matera, Altamura e Santeramo in Colle. Rilevato dal gruppo Mermec, che ha reintegrato la gran parte dei lavoratori in cassa integrazione, lo stabilimento si propone come un polo d'eccellenza nella produzione di rotabili ferroviari.
La delibera approvata oggi risolve anche un nodo tecnico-amministrativo che rischiava di rallentare i tempi: il disallineamento tra il Protocollo d'Intesa originario e le indicazioni dell'Accordo per la Coesione è stato sanato, con il via libera formale del Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ora si può andare avanti, senza perdere altro tempo.