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Territorio

Basilicata, aumentano i rifiuti speciali in discarica

L’indagine Ispra rileva un incremento del 40,3% nel 2014

La Regione Basilicata è capofila nella classifica italiana riguardo l'utilizzo delle discariche per lo smaltimento dei rifiuti speciali. Gli ultimi dati raccolti nel merito dall'Ispra (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale) delineano un quadro chiaro: nel 2014 il territorio lucano ha aumentato lo smaltimento dei rifiuti speciali in discarica del 40%, corrispondente a 17mila tonnellate in più rispetto all'anno 2013.

Di certo dati non confortanti per la Basilicata che potrebbe ricorrere maggiormente ad altre due forme di gestione come il recupero di materia, attraverso il riciclo, e il recupero energetico, tramite la produzione di energia.

A livello nazionale, nonostante sia stato rilevata una diminuzione del numero di discariche, cresce la quantità smaltita. Le cifre parlano di 11,4 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, con un aumento di 460mila tonnellate rispetto al 2013, pari a +4,2%. L'incremento è maggiore al nord (+6,1%) e al centro (+4,8%), mentre al sud è in diminuzione (- 1,1%). L'88,9% dei rifiuti totali sono non pericolosi (10,1 milioni di tonnellate) e il restante 11,1% sono rifiuti pericolosi (1,3 milioni di tonnellate).

Ma cosa indica il comparto dei 'rifiuti speciali'? I rifiuti speciali comprendono tutti i rifiuti non urbani, prodotti da industrie e aziende. Si distinguono in "non pericolosi" e "pericolosi". I primi interessano principalmente il settore manifatturiero, delle costruzioni e demolizioni e di alcune tipologie di trattamento dei rifiuti. Invece i "pericolosi" sono generati dalle attività produttive che contengono al loro interno sostanze pericolose in concentrazioni tali da conferire pericolo (ad esempio, raffinazione del petrolio, processi chimici, industria fotografica, industria metallurgica, produzione conciaria e tessile, impianti di trattamento dei rifiuti, ricerca medica e veterinaria).
Le migliori forme di gestione a livello di impatto ambientale e produttivo sono, come sovra illustrato, il recupero energetico e il recupero di materia. Poi seguono altre modalità come l'incenerimento, lo smaltimento in discarica, messa in riserva e deposito preliminare.

Infine il rapporto attesta che solo 7 le regioni italiane trasformano in energia i rifiuti speciali, e tra queste risulta non presente la Basilicata: Lombardia (23,3% del totale), Emilia Romagna (15,7%), Piemonte con (10,7%), Veneto (8,0%), Umbria (7,2%), Puglia (7,1%), Friuli Venezia Giulia (6,5%).
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