Alberi via Lanera
Alberi via Lanera
Vita di città

Parco Lanera, le conclusioni del Presidio

Sconfessata la relazione del Comune

Hanno portato "ragioni obiettive" al tavolo convocato in comune per discutere sul futuro degli alberi di via Lanera.

Ragioni illustrate dai tecnici di parte assoldati da Legambiente e del Presidio a difesa dei pini di Lanera, per dimostrare la necessità di "tutelare l'alberata del viale che scende su via Lanera, oltre che degli alberi che insistono nell'area dell'incrocio con via A M Di Francia – area interessata dalla 'Rotonda' originariamente progettata, con i lavori 'sospesi' a tutt'oggi per verificare un'eventuale e possibilissima modifica in caso di accoglimento delle conclusioni della perizia, oltre che per una serie sconcertante di errori tecnici e procedurali".

E' stato dimostrato, attraverso prove tecnico-legali, che la gran parte degli alberi sono sani, pochissimi quelli da abbattere, diversi quelli che abbisognano di una buona manutenzione – la cui assenza o improvvida esecuzione è causa principale dell'ammaloramento delle piante in tutta la Città.
E d'altra parte, a simili conclusioni erano pervenuti anche i consulenti del Comune, nominati dopo la discutibile prima perizia allegata a corredo dell'originario progetto di rotatoria.

"Quel che – in più – c'è nella perizia commissionata dal Sindaco è un commento alle prove 'oggettive' che sembra volto a compiacere il committente: una sorta di 'prova soggettiva', che altro non è se non il parere personale degli agronomi incaricati, non certo il dato 'oggettivo' - scrivono i cittadini del Presidio - E francamente, appare sconcertante soprattutto un giudizio avventatamente espresso: "quegli alberi sono una bomba ad orologeria" sulla testa della Città!" Com'è pensabile che un agronomo, consapevole dell'ignavia che contraddistingue quasi sempre il comportamento del pubblico nella cura del verde, inciti alla 'rasatura al suolo' di tutti gli alberi della Città, invece che suggerire tecniche per la loro difesa e tutela e cura? Com'è possibile che non abbiano speso una sola parola per segnalare il pericolo idrogeologico, quello microclimatico, e perché no anche quello estetico che insorgerebbero con il massivo abbattimento? Sono in realtà più di trecento gli alberi che andrebbero giù per la realizzazione della rotonda, poi del parcheggio e, infine, nello studentato universitario, pur se ripartiti – parlando con le scartoffie municipali – in oltre tre progetti assai impattanti nella piccola area su cui insiste il quartiere Lanera e la collina del Castello.
La Commissione consiliare municipale – ci è sembrato – ha ascoltato con interesse gli aspetti tecnici e le informazioni che abbiamo loro offerto. Ci è sembrato, però, che non abbia poi le prerogative e i poteri per modificare, con una variante in corso d'opera, il progetto della rotatoria.
Dal confronto è anche emerso, per espressa dichiarazione dell'Assessore D'Antonio, che l'Università di Basilicata non ha avuto alcun ruolo in relazione alla perizia del Comune".

La richiesta è quella di un "necessario confronto per ricercare le soluzioni convincenti ed efficaci per ricucire un conflitto che non riguarda solamente il Presidio, o Legambiente, o le centinaia e centinaia di volontari che hanno partecipato, sottoscritto e informato momento per momento tutta la Città e non solo.
Se il Sindaco e la Giunta e la struttura comunale avessero coinvolto la cittadinanza nelle decisioni che si andavano assumendo, non solo non avremmo perso tutti tempo e denaro preziosi, ma avremmo tutti contribuito alla migliore preparazione delle decisioni – anche in termini tecnici, com'è stato ampiamente dimostrato attraverso i contributi progettuali, quelli arrivati e quelli che in questi giorni stanno arrivando per 'raddrizzare' le logiche emergenziali che producono fretta, errori e attentano alla moralità delle istituzioni. Matera non può presentarsi all'appuntamento del 2019 con le credenziali che hanno già afflitto il fior fiore delle città dei Grandi Eventi, giocate impunemente proprio con la carta dell'emergenza, che brucia le regole attraverso l'eccezione e mortifica la democrazia. Il Sindaco non è solo, non lo è mai stato: accetti una buona volta la partecipazione di tutta intera questa Città".
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