Enzo Acito presidente Confapi
Enzo Acito presidente Confapi
Scuola e Lavoro

"Rilancio piccole e medie imprese, servono scelte coraggiose"

L'idea del presidente Confapi, Enzo Acito

Fare scelte coraggiose per rilanciare l'economia delle piccole e medie imprese, l'anima vera di un'Italia che fatica ad uscire dalla crisi. Questa l'idea di Enzo Acito, presidente della Confapi, che si rivolge direttamente al Governo presieduto da Enrico Letta.

"Pur apprezzando lo sforzo profuso dal Governo di cercare una svolta economica attraverso le riforme, partendo dalla nuova legge elettorale, è opportuno ricordare che le PMI sono ormai allo stremo delle forze e che servono provvedimenti urgenti per evitare il collasso e la perdita di migliaia di posti di lavoro. Il Governo, oltre a dedicare il suo tempo alla discussione per la nuova legge elettorale, ha l'obbligo di tutelare l'interesse del Paese e in questo momento credo che non si possa prescindere dalla spina dorsale costituita dalle PMI".

Secondo Acito, infatti, per un concreto rilancio delle piccole e medie imprese "occorre prendere decisioni coraggiose in questa direzione; la stabilità fine a se stessa non serve; l'immobilismo porta al fallimento delle imprese e del Paese. Gli imprenditori non possono essere lasciati soli in questo momento, mentre continuano a pagare le tasse e a fallire perché la pubblica amministrazione non paga i propri crediti e non semplifica le proprie procedure".

La Confapi nazionale ha indicato al Governo Letta come priorità la riduzione del costo lavoro per combattere la concorrenza internazionale che ha un costo del lavoro più basso, ha una burocrazia più snella e un accesso al credito con aliquote più basse. Queste sono scelte fondamentali: il taglio della spesa pubblica è il primo elemento e deve essere messo a disposizione del taglio del cuneo fiscale e dell'abbassamento delle tasse per favorire il commercio e il mercato interno.

Confapi, inoltre, ha proposto di tagliare immediatamente, con un decreto legge, i consigli di amministrazione delle società controllate dalle amministrazioni pubbliche territoriali (regionali, comunali o provinciali), lasciando un amministratore delegato e un sindaco solo e mettendo tutto questo a disposizione del taglio del cuneo fiscale.
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