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Rinvio decisione mercato del sabato, Unimpresa Bat su tutte le furie

Gli andriesi richiedono incontro con il prefetto e minacciano ricorso all’Ue

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Dopo la notizia del rinvio da parte del Tar Basilicata della decisione nel merito del ricorso, presentato dagli ambulanti, contrario al trasferimento del mercato del sabato nella periferica zona Paip2, Unimpresa Bat e le associazioni di categoria andriesi insorgono.

Gli ambulanti andriesi sono stanchi delle continue problematiche che, ormai, si ripetono ogni sabato mattina, in occasione del mercato. L'ultima polemica interessa l'incertezza riguardo la disposizione dei posteggi che ha creato di fatto 4 aree mercatali: "Se il mercato dovesse continuare a svolgersi nelle attuali condizioni – dicono da Unimpresa Bat - diviso in quattro tronconi, con commercianti discriminati ed emarginati, la situazione sarebbe intollerabile ed i danni cagionati ai commercianti con le loro postazioni nei piazzali, ammonterebbero a cifre astronomiche che poi il comune di Matera potrebbe essere chiamato a risarcire con fortissime ripercussioni non solo sul bilancio comunale ma anche in termini di responsabilità dirette e/o indirette, non solo politiche".

La questione controversa dei posteggi tiene ancora banco. Per Unimpresa Bat il Comune di Matera non ha operato per legge in merito all'elaborazione di una regolare graduatoria degli aventi diritto alla scelta del posteggio: "Un errore gravissimo – afferma Montaruli – non aver dato seguito a quanto previsto dalla vigente normativa in materia ovvero il mancato rispetto da parte degli Uffici Dirigenziali del comune di Matera, delle disposizioni di cui al Documento Unitario delle Regioni e Province Autonome per l'attuazione dell'Intesa raggiunta in sede di Conferenza Unificata del 05.07.2012, in attuazione dell'art. 70 comma 5 del D.Lgs n. 59/2010 in materia di concessione dei posteggi su aree pubbliche, nonché delle relative note di indicazioni operative ai Comuni le quali prevedono, in modo chiaro ed inequivocabile, l'applicazione, in caso di assegnazione e di riassegnazione dei posteggi, di criteri ben codificati ed ignorati completamente ed in toto dal comune di Matera".

Ed entra nello specifico: "Il Documento Unitario di gennaio 2013 prevede che i comuni debbano attenersi ai seguenti criteri di priorità per l'assegnazione delle concessioni con l'introduzione di precisi punteggi per ciascun criterio: a) criterio della maggiore professionalità dell'impresa acquisita nell'esercizio del commercio su aree pubbliche; b) criterio per la concessione di posteggi dislocati nei centri storici o in aree aventi valore storico, archeologico, artistico e ambientale o presso edifici".

Dunque, qual è il prossimo per gli ambulanti andriesi? Come intendono agire? Alla domanda risponde il solito furente Montanaruli: "Come area di coordinamento siamo a chiedere un incontro urgentissimo congiunto con S.E. il Prefetto di Matera, la scrivente rappresentanza sindacale ed il Sindaco di Matera, da svolgersi proprio nella massima sede della Rappresentanza del Governo sul territorio quindi presso la Prefettura. L'incontro riteniamo sia quanto mai urgente e necessario, ritenendo che si debba comunque tenere prima del mercato del prossimo sabato poiché la situazione è gravissima ed investe anche la sfera personale ed umana trattandosi della violazione di diritti individuali e collettivi acquisiti dagli operatori che hanno diritto alla scelta del posteggio considerato anche che spesso tale acquisizione è avvenuta con regolare atto notarile quindi con l'acquisto di un Ramo d'Azienda che ha significato un grande esborso di denaro ed un investimento che in questo modo verrebbe quasi totalmente azzerato e quindi vanificato". Nel caso in cui il prefetto di Matera, Antonella Bellomo, non accettasse, Montanaruli minaccia di ricorrere alle autorità europee "per vedere riconosciuti i diritti delle Persone e delle Aziende a causa della fortissima mortificazione ed umiliazione derivante da scelte non condivise e discriminatorie operate a Matera, con risvolti anche di natura clinica e sanitaria che dovrebbe indurre la Città che si fregia del Titolo di Capitale Europea della Cultura 2019 a rimettere seriamente in discussione un percorso che si ritiene consolidato e già portato a termine ma forse incrinato da questo spiacevole episodio che lascia esterrefatti per la profonda ingiustizia che ha generato nei confronti di molte decine di Operatori e vantaggi non meritati per altri".
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