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Scuola e Lavoro
Assunzioni in Basilicata, difficili da trovare alcune figure lavorative
Soprattutto nel commercio, nei servizi e nel turismo
Matera - martedì 21 aprile 2026
9.11
Nel trimestre aprile-giugno in Basilicata sono previste 14.990 assunzioni, ma ben il 43,5% risulta di difficile reperibilità. È un dato che conferma una criticità strutturale del mercato del lavoro, in particolare nei settori del commercio, dei servizi e del turismo. A sottolinearlo è Confcommercio Potenza, alla luce delle evidenze emerse anche da una recente ricerca nazionale realizzata da Confcommercio in collaborazione con l'Università degli Studi Roma Tre.
"Da tempo – dichiara il presidente di Confcommercio Potenza, Angelo Lovallo – Federalberghi Potenza segnala la carenza di figure professionali fondamentali: mancano addetti in cucina, camerieri e persino personale per le pulizie. È una situazione che rischia di frenare la crescita del comparto turistico proprio mentre aumentano le opportunità". Secondo lo studio, nel 2026 nel terziario italiano si registreranno fino a 275mila posizioni scoperte, oltre 200mila delle quali nei servizi e nel turismo. Un numero destinato a crescere fino a 470mila entro il 2035. Si tratta di un fenomeno legato a fattori strutturali come l'andamento demografico, l'innovazione tecnologica e la trasformazione dei consumi.
Oggi il mismatch (mancato incontro) tra domanda e offerta di lavoro dipende per il 70% dalla mancanza di candidati e per il 30% dal gap di competenze, ma nei prossimi anni quest'ultimo salirà fino a quasi il 45%. Il disallineamento sarà particolarmente elevato per i percorsi universitari, mentre gli ITS si confermano il canale più vicino alle esigenze delle imprese. "L'ITS turismo che la Regione ha deciso di istituire rappresenta una prima risposta importante – aggiunge Lovallo – ma occorre accelerare e fare in fretta, perché il sistema produttivo non può attendere".
Il quadro è reso ancora più complesso dalla crescente instabilità occupazionale: aumentano le cessazioni (+45%), le dimissioni (+65%) e i mancati rientri al lavoro, mentre l'obsolescenza delle competenze rischia di ridurre la produttività fino al 15%.
Per affrontare questa emergenza, Confcommercio individua alcune direttrici fondamentali:
rafforzare il sistema degli ITS
rendere più coerenti i percorsi universitari con il mercato del lavoro
potenziare l'orientamento
costruire una collaborazione stabile tra scuola e imprese
Alle imprese si chiede inoltre di investire sul capitale umano, riprogettare i ruoli, sviluppare formazione continua e integrare l'intelligenza artificiale nei processi produttivi.
Infine, sul piano delle politiche pubbliche, è necessario passare da interventi emergenziali a una programmazione di lungo periodo, capace di accompagnare le trasformazioni del lavoro e sostenere la crescita del terziario.
"Da tempo – dichiara il presidente di Confcommercio Potenza, Angelo Lovallo – Federalberghi Potenza segnala la carenza di figure professionali fondamentali: mancano addetti in cucina, camerieri e persino personale per le pulizie. È una situazione che rischia di frenare la crescita del comparto turistico proprio mentre aumentano le opportunità". Secondo lo studio, nel 2026 nel terziario italiano si registreranno fino a 275mila posizioni scoperte, oltre 200mila delle quali nei servizi e nel turismo. Un numero destinato a crescere fino a 470mila entro il 2035. Si tratta di un fenomeno legato a fattori strutturali come l'andamento demografico, l'innovazione tecnologica e la trasformazione dei consumi.
Oggi il mismatch (mancato incontro) tra domanda e offerta di lavoro dipende per il 70% dalla mancanza di candidati e per il 30% dal gap di competenze, ma nei prossimi anni quest'ultimo salirà fino a quasi il 45%. Il disallineamento sarà particolarmente elevato per i percorsi universitari, mentre gli ITS si confermano il canale più vicino alle esigenze delle imprese. "L'ITS turismo che la Regione ha deciso di istituire rappresenta una prima risposta importante – aggiunge Lovallo – ma occorre accelerare e fare in fretta, perché il sistema produttivo non può attendere".
Il quadro è reso ancora più complesso dalla crescente instabilità occupazionale: aumentano le cessazioni (+45%), le dimissioni (+65%) e i mancati rientri al lavoro, mentre l'obsolescenza delle competenze rischia di ridurre la produttività fino al 15%.
Per affrontare questa emergenza, Confcommercio individua alcune direttrici fondamentali:
rafforzare il sistema degli ITS
rendere più coerenti i percorsi universitari con il mercato del lavoro
potenziare l'orientamento
costruire una collaborazione stabile tra scuola e imprese
Alle imprese si chiede inoltre di investire sul capitale umano, riprogettare i ruoli, sviluppare formazione continua e integrare l'intelligenza artificiale nei processi produttivi.
Infine, sul piano delle politiche pubbliche, è necessario passare da interventi emergenziali a una programmazione di lungo periodo, capace di accompagnare le trasformazioni del lavoro e sostenere la crescita del terziario.

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