Bruciare i rifiuti fa male...da morire?
Bruciare i rifiuti fa male...da morire?
Vita di città

Bruciare i rifiuti fa male, il dottor Di Ciaula presenta dati sconcertanti

Parte intanto la petizione del Comitato No Inceneritore, tutti i fine settimana sarà possibile firmarla in piazza Vittorio Veneto

Elezioni Amministrative 2020
Candidati sindaco
Candidati al consiglio comunale
"Bruciare rifiuti fa male...da morire?" si chiedono dal Comitato No Inceneritore da diverso tempo. Ieri è arrivata al risposta, cruda e diretta, da parte dello studioso Agostino Di Ciaula, che nell'aula consiliare della Provincia di Matera ha esposto dati emblematici e diretti delle pesanti conseguenze dell'incenerimento dei rifiuti sull'ambiente e sull'uomo.

Sicuramente l'attesa per una maggiore presenza di cittadini era chiara, ma è importante che si inizi a sottolineare questo aspetto, anche al cospetto di pochi interessati, nonostante la situazione che si prospetta interessi l'intera città. Comunque, il riscontro da parte dei presenti è stato molto positivo, fatto di grande attenzione e consapevolezza per l'importante tematica affrontata.

"Non sono qui per esporvi le mie opinioni personali - ha voluto sottolineare il dottor Agostino Di Ciaula - ma per illustrarvi le evidenze scientifiche delle pesanti conseguenze prodotte dall'incenerimento dei rifiuti sull'ambiente e sulla salute dell'uomo". Non un fulmine a ciel sereno, ovviamente, considerando la conoscenza già acquisita sulla problematica, ma un ulteriore campanello d'allarme.

Impressionati i dati esposti, illustrati con grande semplicità e chiarezza dal medico di Modugno, presidente della sezione pugliese dell'Associazione Internazionale Medici per l'ambiente e uno dei massimi esperti in materia: "era risaputo che le emissioni dell'impianto di Italcementi presente a pochi chilometri da Matera fossero altamente inquinanti, assolutamente sconcertante invece che siano nettamente superiori a quelle dell'inceneritore di Brescia, uno dei più grandi d'Europa. Incenerire fa bene solo alle lobby del cemento e dei rifiuti ma fa malissimo alla popolazione - ha evidenziato Di Ciaula - esponendo dati inequivocabili di natura scientifica ed economica".

Rifiutare l'aumento, sino a quadruplicare la quantità di rifiuti da bruciare nell'impianto di condrada Trasanello, dunque, pare l'unica soluzione. Portare da 12.000 a 60.000 tonnellate all'anno la quantità di rifiuti da bruciare, come è stato chiesto ai rappresentanti istituzionali presenti in sala". Erano diversi i partecipanti: dal presidente del Consiglio Provinciale Aldo Chietera, all'assessore comunale Rocco Rivelli e il presidente dell'Ente Parco della Murgia Materana Pierfrancesco Pellecchia.

Anche il consigliere regionale del Movimento5Stelle Gianni Perrino, ha evidenziato la problematica e subito dopo di lui Michelangelo Camardo di SassiKult è andato oltre, ed ha invitato il sindaco di Matera a "mettersi la fascia tricolore, andare alla cementeria e se necessario incatenarsi lì" per evitare che si continui anche solamente a portare avanti un discorso di aumento del quantitativo di rifiuti da bruciare nell'inceneritore della Italcementi.

Tanti anche gli interventi dei semplici cittadini presenti in sala e numerosi i contatti sul blog che ha trasmesso in streaming l'incontro, che ora può essere visto in versione integrale al link noinceneritorematera.blogspot.it. Intanto è iniziata la petizione popolare promossa dal Comitato No Inceneritore ,secondo quanto previsto dallo statuto comunale: già numerose le firme raccolte in pochi giorni e in tutti i prossimi fine settimana sarà possibile aderire al banchetto presente in Piazza Vittorio Veneto.
© 2001-2020 Edilife. Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questo sito può essere riprodotta senza il permesso scritto dell'editore. Tecnologia: GoCity Urban Platform.
MateraLife funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.