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Territorio

Chiudere le scuole in Basilicata? Non ci sono motivazioni

I sindacati contestano l'ipotesi al vaglio della Regione

Arrivano i "no" all'ipotesi, al vaglio della Regione Basilicata, di una sospensione delle attività in presenza anche per le scuole primarie e per le scuole secondarie di primo grado (vale a dire le scuole elementari e medie) in tutta la regione. Pareri contrari arrivano dal mondo della scuola. Sulla stessa linea i sindacati.

"Non sono chiare - affermano Cgil, Cisl e Uil - quali siano le condizioni e le motivazioni che hanno indotto Il Presidente Bardi a ipotizzare tale provvedimento: si parla genericamente di "estensione del contagio nelle famiglie" e di "circolazione del virus anche nelle aule scolastiche". Affermazioni generiche e senza il conforto di numeri e stime, ma che ci rendono perplessi a fronte di un comportamento improntato su scelte monocratiche e solitarie, che determinano una condizione di gravissimo danno alla didattica e all'apprendimento delle fasce più giovani (e potenzialmente più fragili) della popolazione studentesca, oltre ad ulteriori problemi alle famiglie per la cura dei figli per garantire, a differenza della scuola, la continuità lavorativa".

"Ci troviamo di fronte a una contraddizione - aggiungono - o il Presidente Bardi possiede dati (non resi pubblici) che indicano che la situazione pandemica e la capacità di fronteggiarla in regione siano più gravi di quanto contemporaneamente si afferma nello stesso comunicato ("basso indice di contagio") oppure ci si muove in una logica in cui l'istruzione e il sistema scolastico diventano le prime vittime sacrificali dell'incapacità della Giunta regionale di gestire la situazione". Per i tre sindacati "si pensa di ricorrere alla didattica a distanza generalizzata, senza tenere in alcun conto l'autonomia degli istituti scolastici, per risolvere i limiti di una gestione complessiva della pandemia insufficiente e affrontata senza il coinvolgimento delle parti interessate, e che scaricherà sugli studenti e sulle loro famiglie un ulteriore aggravio economico e gestionale".

Quindi si ritiene "urgente" un tavolo sulla scuola, perché "solo il dialogo e l'interlocuzione con le parti sociali può portare a scelte consapevoli e proficue per la comunità lucana".
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