Confapi Matera
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Economia Matera e provincia: immagine in chiaroscuro

I dati economici sono stati presentati al prefetto da Confapi

Una immagine sbiadita, con molte ombre e poche luci. Questa è l'immagine relativa alla situazione economica nell'anno 2017 della provincia di Matera, che la Confapi ha consegnato al prefetto Antonella Bellomo.
La relazione periodica dell'associazione degli imprenditori mette a nudo le criticità e punti di forza dell'economia di Matera e Provincia.
La ripresa sembra ancora lontana da venire. Con note positive però che vanno rimarcate.
I settori strettamente industriali come il mobile imbottito, l'agroalimentare, la meccanica, ma anche altri comparti economici come il turismo, il manifatturiero, il terziario e l'industria culturale e creativa, hanno tenuto bene.
Le note dolenti, invece, riguardano il comparto economico delle costruzioni. "L'edilizia, infatti, è in affanno, con il valore della produzione in ulteriore calo e sofferenze sia nel settore residenziale che in quello delle opere pubbliche. I grandi lavori sono fermi e da anni gli investimenti sono pochissimi o quasi nulli. Manca una seria programmazione degli interventi", insomma un quadro poco edificante, anche se un piccolo spiraglio si è intravisto verso la fine dell'anno anche grazie agli appalti delle opere da realizzare in vista dell'appuntamento con Matera 2019-spiegano da Confapi.
Anche il commercio ha dati altalenanti, con esportazione verso i paesi europei in crescita, cui fanno da contraltare le diminuzioni delle esportazione verso i Paesi extracomunitari. C'è una maggiore circolazione di moneta e disponibilità di liquidi da parte delle imprese, mentre l'occupazione è in calo. Il maggior numero di occupati si registra nel settore dei servizi, seguito da agricoltura ed industria. Anche se, per il mercato del lavoro la previsione per il 2018 è positiva, "perché ci si aspetta una ripresa della domanda interna e si conta sul fatto che gli investimenti privati abbiano un effetto compensativo nei confronti degli investimenti pubblici".
Insomma, una economia che stenta a decollare e che in alcuni comparti manifesta serie criticità.

"Pertanto, se è vero che nel 2017 sono proseguiti i piccoli segnali di ripresa comparsi nel 2016, permangono tuttavia molte condizioni di criticità e indicatori spesso negativi. La fine della recessione, inoltre, non solo non è coincisa con una decisa ripresa, ma ha lasciato dietro di sé strascichi pericolosi e ferite profonde nel tessuto produttivo e sociale, che occorrerà tanto tempo per superare."- si legge nella relazione annuale di Confapi al Prefetto.
Insomma, non c'è da stare allegri, ma bisogna operare un'inversione di rotta, anche nel modo di fare impresa, imparando da quelle aziende virtuose.
"Infatti- sottolineano dall'associazione degli imprenditori- i risultati migliori vengono dalle aziende più dinamiche, meno banco-centriche, più propense ad aprire il capitale e votate all'internazionalizzazione e all'innovazione tecnologica". Una considerazione a parte merita il turismo. Un settore con potenziali enormi, ancora parzialmente inespressi e con dati di difficile interpretazione.
Se è vero che "Nel 2017 cresce ancora il turismo in provincia di Matera, confermando il trend di crescita degli ultimi anni. Tuttavia, l'aumento dei flussi turistici non ha trovato riscontro nell'utilizzo delle strutture ricettive, che nel 2017 ha avuto un calo rispetto all'anno precedente. Ciò significa che la crescita del settore non ha avuto pari ricadute per la ricettività alberghiera ed extralberghiera"- sottolineano i relatori.
In una situazione di tal specie, anche il difficile rapporto tra imprese e banche non aiuta, con gli istituti di credito "ancora poco propensi a sostenere l'economia reale e troppo inclini alla finanza. In un contesto di tassi bassi alle banche conviene poco erogare crediti di piccolo importo, perché l'erogazione di piccoli prestiti rischia di non generare redditività. Più in generale, il peggioramento della congiuntura degli ultimi anni ha determinato un declassamento dei rating di credito, con conseguente riduzione della concessione di nuovi finanziamenti"- Spiega l'associazione della piccola industria.
Le conclusioni della Confapi sull'andamento dell'economia non sono confortanti: "la provincia di Matera, e più in generale la Basilicata, non tiene il passo di altre aree del Paese e il Pil, pur aumentato, resta lontanissimo dai livelli pre-crisi."
il paracadute occupazionale in questa fase di incertezza è rappresentato dalle piccole imprese che "per la prima volta dall'inizio della ripresa, hanno contribuito alla tenuta economica, grazie ad una più matura propensione all'export ed ad una ritrovata attitudine alla ricerca e agli investimenti privati. Ancora una volta le piccole e medie imprese hanno agito da valvola di sicurezza nel garantire una sostanziale tenuta dei livelli occupazionali".
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