discarica borgo la Martella
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Territorio

La discarica in contrada “la Martella” non è un capitolo chiuso

Denuncia del Movimento Cinque Stelle

La discarica del borgo La Martella non è ancora un capitolo chiuso, anzi rappresenta una delle note più dolenti dell'amministrazione comunale materana. Questa la denuncia di Antonio Materdomini, consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle all'indomani della richiesta di intervento alla Regione, formulata dal sindaco De Ruggieri.
Una richiesta che Materdomini legge come l'ennesima sconfitta per la città. Eppure la questione è stata sollevata a più riprese dai pentastellati, nel corso di tutti questi anni.
"E' stata una delle nostre più lunghe e storiche battaglie, quella per chiudere la discarica di Matera e puntare su un ciclo sostenibile di raccolta e trattamento dei rifiuti"- afferma Materdomini, che continua "sono passati otto anni da quando il M5S di Matera ha portato a Matera Paul Connett per parlare della strategia Rifiuti Zero e quattro anni da quando ha depositato una petizione europea" .
Il consigliere pentastellato chiede a gran voce cosa si intende fare per il sito che ospita una enorme quantità di rifiuti, alle porte della città, da più di dieci anni.
"Che fine ha fatto la proposta dell'ing. Boeri per mettere a norma la discarica?" e ancora "Cosa è cambiato rispetto alle dichiarazioni fatte dal sindaco a marzo 2018, quando diceva che eravamo vicini alla bonifica della discarica? Di chi sono le responsabilità della situazione di stallo in cui ci si trova oramai da anni, senza riuscire a trovare una soluzione?" - si chiede Materdomini, che punta il dito su una amministrazione che in tutti questi anni ha speso denaro pubblico in consulenze, incarichi e affidamenti diretti, senza riuscire mai ha mettere la parola fine a questa vicenda.

"Ancora una volta l'approssimazione e la mancanza di programmazione politica creano danni ai cittadini materani"- afferma l'esponente del M5s, che sottolinea come a pagarne le conseguenze siano i cittadini materani, chiamati a sborsare, anche per l'anno 2018, oltre 11 milioni di Tari "a fronte di una situazione ai limiti della legalità nella discarica e a un servizio, in proroga perenne, che non consente di avviare un percorso virtuoso di recupero e riciclo dei rifiuti".
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