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Natuzzi presenta il suo Piano Sociale

Tra dieci giorni la decisione definitiva sugli esuberi

E' stato presentato pochi giorni fa il piano industriale della Natuzzi relativo alla New.Co. di Ginosa.

La notizia arriva dalla stessa società che ha definito il piano "serio e attuabile per raggiungere l'obiettivo esuberi zero". Il "Piano Sociale" – su cui Natuzzi ha investito 8,4 milioni di euro – ha ridotto a 215 gli esuberi (erano 1.726 nel 2013).
Natuzzi comunica di aver preso parte alla riunione del Comitato Monitoraggio Sistema Economico Produttivo ed Aree di Crisi della Regione Puglia nel corso del quale l'azienda ha avuto modo di esporre alle OO.SS. e ai rappresentanti delle Istituzioni territoriali diversi punti.

"Innanzitutto, per ovviare ai ritardi nell'attuazione del processo di reindustrializzazione del territorio – che non dipendono in alcun modo dall'azienda, ma dal perdurare di una congiuntura economica difficile e dall'assenza di imprenditori terzi disposti ad assumere in loco – Natuzzi ha varato un nuovo "Piano Sociale" grazie al quale il numero degli esuberi si è ridotto del 41%, passando da 355 a 215 unità. Investimento complessivo del Gruppo pari a 8,4 milioni di euro. Durante l'incontro, Natuzzi ha presentato nel dettaglio alle OO.SS. e alle Istituzioni locali, il piano industriale relativo alla New.Co. per la lavorazione, nel sito di Ginosa, del taglio del poliuretano per le imbottiture. La New.co – che sarà pienamente operativa in 24 mesi – consentirà la riassunzione dei 215 lavoratori, previa contestuale concessione della CIGS in deroga da parte della Regione Puglia, permettendo di raggiungere l'obiettivo dell'esubero zero, punto d'arrivo di tutti gli accordi siglati dal 2013 a oggi. Natuzzi ha fatto appello al senso di responsabilità di tutti gli attori della trattativa, affinché si proceda celermente con l'implementazione del piano industriale della New.co, evitando in questo modo qualsiasi ulteriore situazione di incertezza. Il Gruppo ha ribadito di essere fortemente impegnato a consolidare e mettere in sicurezza gli attuali 1.918 collaboratori che oggi lavorano in regime di Solidarietà, per i quali negli ultimi due anni l'azienda ha già trasferito la produzione di oltre 200.000 sedute dagli stabilimenti esteri in Italia".
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