Guida turistica all'opera
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Turismo

Nuovo rischio per il lavoro delle guide turistiche

Dopo la vicenda abusivi, gli operatori messi in difficoltà da una nuova normativa, ma Comune e Provincia possono ancora intervenire

Nuovo rischio inflazione per il lavoro di guida turistica nella città dei Sassi. Per i circa cento operatori materani autorizzati, che praticano la propria professione per il centro cittadino e nell'affascinante zona della Murgia, sono tempi duri.
Superato, solo parzialmente, lo scoglio degli abusivi, dall'Unione europea arriva un nuovo ostacolo, la richiesta di liberalizzare in tutto il territorio UE la professione.

L'Italia risponde realizzando una legge ad hoc, ma dà anche l'opportunità alle amministrazioni locali di segnalare i siti di particolare interesse storico, artistico e archeologico nei quali le nuove disposizioni verrebbero ristrette, il tutto entro 30 giorni.
Matera, il suo Comune e la sua Provincia hanno tutte le carte in regola per richiedere il "trattamento di favore" per le proprie guide, ma dal 4 settembre 2013 (data di entrata in vigore della Legge n. 97 del 6 agosto 2013) ad oggi, non sono state messi in atto gli interventi dovuti, o quantomeno sperati e richiesti dal gruppo di guide autorizzate della città.
Ecco la vicenda. Dallo scorso 4 settembre 2013 è entrata in vigore una nuova normativa, la Legge n. 97 del 6 agosto 2013, che riprende le "Disposizione per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea" e che liberalizza la professione di Guida turistica in tutti i Paesi che compongono la UE.
Si tratta di diverse disposizioni in materia di libera circolazione di persone, servizi e diritto di stabilimento.

Cosa vuol dire nel caso specifico?

Che già in questi giorni, non dovremmo meravigliarci di vedere all'opera, in giro per la città, guide provenienti dalla vicina Puglia piuttosto che dalla Germania, raccontare i Rioni Sassi e la storia della città, il Sistema di raccolta delle acque, le Chiese Rupestri e la vita in città sino a sessant'anni fa, ai propri compaesani o connazionali, estromettendo in questo modo gli operatori locali dal circuito.
Tutelare i lavoratori della propria città dovrebbe essere una priorità per gli Enti locali, in un momento nel quale l'economia in crisi spezza ogni giorno speranze lavorative per i giovani che vorrebbero restare nella terra natia, ma l'inadempienza attuale non rispecchia l'importanza della questione.
Il termine ultimo per ottemperare all'inoltro della richiesta (per la quale Matera, sito Unesco, ha tutte le carte in regola), considerati i trenta giorni stabiliti per legge, è il prossimo 3 dicembre 2013.

Bisognerà affrettarsi, considerando che i primi input, giunti già alle amministrazioni da parte degli operatori del turismo cittadino, sono risultati vani, senza dimenticare che già molti altri Enti locali hanno provveduto ad inoltrare domande per la restrizione della legge nei propri territori, e che quindi anche volendo "emigrare" lavorativamente, diventerebbe difficile per gli operatori materani.
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