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Questione rifiuti, il Consiglio comunale non decide. Delusione nel Comitato di cittadini

Solo una presa di posizione sul monitoraggio dell'ambiente. Strisce blu, ancora valide le multe

Lungo, lunghissimo Consiglio comunale nel pomeriggio di ieri. Sulla petizione popolare, presentata con oltre 2000 firme dal comitato di cittadini "No inceneritore a Matera - Mento sul Cemento". Nessuno ha voluto far mancare il proprio intervento sulla questione, ma alla fine la decisione, cioè la scelta di non decidere, lascia perplessi.

Ottemperando al primo comma dell'articolo 35 dello Statuto comunale, il comitato di cittadini "No inceneritore a Matera - Mento sul Cemento", grazie alle firme raccolte, è riuscito a portare all'ordine del giorno del Consiglio comunale il dibattito sulla questione Italcementi, che ha richiesto l'Aia (Autorizzazione integrata ambientale) per smaltire una quantità di rifiuti ingente, di ben 60 mila tonnellate annue (rispetto alle 12 mila autorizzate ad oggi). Ma, nonostante i tanti interventi, la decisione quasi all'unanimità del Consiglio comunale, con voti contrari dei soli D'Andrea, Manuello, Morelli e Vizziello, ha deliberato l'impegno ad accelerare i tempi del monitoraggio ambientale (già previsto dal protocollo d'intesa firmato nell'ottobre 2011) ed anche di aumentare e perfezionare la raccolta differenziata.

Tra le tante scelte auspicabili dal comitato di cittadini, e di quanti hanno firmato la petizione, naturalmente questa era quella di minor impatto, o comunque un aspetto della vicenda già conclamato e accertato dal protocollo del 2011 (quando ormai sono passati quasi tre anni, per l'avvio di un monitoraggio ambientale), mentre non c'è alcuna vera presa di posizione contro l'aumento del quantitativo di rifiuti da poter utilizzare nella produzione.

Tanta l'amarezza del folto gruppo di cittadini presente, che si aspettava certamente una risposta diversa da parte degli amministratori comunali e dei consiglieri.

Tra gli altri punti all'ordine del giorno, molti dei quali rinviati alla prossima seduta, di sicuro interesse anche quello relativo i ticket scaduti per i parcheggi a pagamento. Essendoci in questo momento una discussione tra il Ministero e l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (l'Anci). Anche in questo caso, ma a ragion veduta, la scelta è stata rimandata. Dunque, per il momento, la Sisas, società che gestisce l'appalto delle "strisce blu" potrà ancora operare come di consueto, multando chi viene colto con il ticket per la sosta scaduto; mentre si spera di arrivare il prima possibile alla definizione del pagamento, solamente, del lasso di tempo passato tra la scadenza del ticket stesso e il momento del saldo. Quindi, per pagare solamente la parte di orario scoperta dal ticket e non la multa propinata negli ultimi tempi, bisognerà ancora attendere.
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