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Rapporto annuale della Banca d'Italia sull'economia lucana

Ripresa del turismo. Le estrazioni di petrolio e gas compensano i problemi del polo dell'auto

La Banca d'Italia ha presentato il rapporto annuale "L'economia della Basilicata". Dopo il forte calo del 2020 dovuto alla pandemia da Covid-19, nel 2021 l'economia lucana è cresciuta in misura intensa, recuperando tuttavia solo in parte i livelli di attività pre-pandemici. Gli indicatori disponibili relativi ai primi mesi di quest'anno segnalano un indebolimento della fase ciclica, sul quale incide l'aumento dei prezzi degli input produttivi, acuitosi a seguito del conflitto in Ucraina. Ecco la sintesi del rapporto.

Le imprese
Nel 2021 il valore aggiunto regionale è cresciuto del 5,8 per cento a prezzi costanti secondo le stime di Prometeia, un dato lievemente inferiore alla media nazionale. L'andamento positivo ha riguardato quasi tutti i principali settori produttivi. Nell'industria il fatturato delle imprese è aumentato, risentendo solo in parte del calo della produzione del comparto automobilistico, sul quale continuano a incidere le difficoltà di approvvigionamento di componenti elettronici. La dinamica del settore industriale ha beneficiato del forte incremento del valore della produzione dell'estrattivo, sostenuto dai rincari degli idrocarburi. L'aumento dei prezzi di gas e petrolio inciderà positivamente sulle royalties conferite nel corso di quest'anno alla Regione e ai Comuni lucani coinvolti nelle estrazioni. Anche il settore delle costruzioni è cresciuto in misura intensa nel 2021, superando ampiamente i livelli pre-pandemici: la dinamica ha beneficiato degli incentivi introdotti dal Governo per l'efficientamento energetico, l'adeguamento al rischio sismico e le ristrutturazioni degli edifici. L'attività è aumentata anche nei servizi, sospinti dalla ripresa dei consumi, anche se l'andamento del settore è stato meno favorevole rispetto all'industria e alle costruzioni. Il venir meno delle restrizioni alla mobilità e la minore diffusione del contagio hanno favorito anche un recupero dei flussi turistici, soprattutto tra gli stranieri; le presenze rimangono tuttavia inferiori ai livelli del 2019, soprattutto a Matera, città designata capitale europea della cultura in quell'anno. Nell'agricoltura il valore aggiunto si è lievemente ridotto.
Il rafforzamento della dinamica dei prezzi dei beni energetici e di altri fattori produttivi ha determinato un forte aumento dei costi di produzione in tutti i principali settori.

Il mercato del lavoro e le famiglie
La ripresa dell'attività ha sostenuto l'occupazione e i redditi delle famiglie lucane. Nel 2021 l'aumento degli occupati è stato più intenso per le donne, il cui tasso di partecipazione rimane comunque sensibilmente inferiore rispetto alla media nazionale. Il potenziamento dei servizi per l'infanzia, poco diffusi in Basilicata rispetto al resto del Paese e oggetto di intervento nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), potrebbe rappresentare un importante strumento per mitigare il divario di genere nella partecipazione al mercato del lavoro. L'aumento dell'occupazione ha riguardato solo i lavoratori dipendenti, sia a tempo determinato sia indeterminato. La dinamica delle posizioni alle dipendenze è stata sostenuta dall'incremento delle assunzioni, mentre i licenziamenti sono rimasti su livelli inferiori a quelli pre-pandemici anche dopo la graduale rimozione delle misure di blocco introdotte nel corso del 2020. Il ricorso agli strumenti di integrazione salariale, pur rimanendo elevato, si è ridotto nel 2021, a seguito del miglioramento della fase ciclica, in tutti i principali settori, ad eccezione di quello dei mezzi di trasporto.
Il reddito delle famiglie è tornato a crescere, dopo il forte calo del 2020, beneficiando soprattutto dei miglioramenti del mercato del lavoro. L'aumento del reddito ha sostenuto i consumi, il cui livello rimane però di molto inferiore rispetto ai valori precedenti l'insorgere della pandemia. L'aumento dei prezzi registrato nel corso del 2021 e acuitosi nei primi mesi di quest'anno incide in misura più severa sulle famiglie meno abbienti, anche a causa del maggior peso nel loro paniere di consumi dei beni alimentari ed energetici.

Il mercato del credito
Nel 2021 la dinamica creditizia ha rallentato, risentendo soprattutto del minor ricorso alle misure di sostegno al credito e delle abbondanti disponibilità liquide delle imprese. Il rallentamento ha riguardato le imprese di tutti i principali settori produttivi e soprattutto quelle di minori dimensioni, che hanno beneficiato maggiormente di queste misure. Il credito alle famiglie è tornato a crescere per il contributo fornito dai mutui e, in minor misura, dai prestiti al consumo. L'andamento dei finanziamenti ha tratto beneficio da condizioni di offerta rimaste nel complesso distese, pur in presenza di un lieve peggioramento delle condizioni di finanziamento sulle scadenze più lunghe. La qualità del credito nel complesso è lievemente migliorata per effetto soprattutto del favorevole quadro congiunturale.

La finanza pubblica decentrata
Nel 2021 la spesa e le entrate complessive degli enti territoriali lucani sono diminuite rispetto all'anno precedente. Il calo della spesa è attribuibile soprattutto all'andamento della parte corrente. Tra le spese in conto capitale, gli investimenti sono tuttavia aumentati. Nei prossimi anni questi ultimi dovrebbero beneficiare delle risorse del PNRR: i fondi relativi ai bandi di recente conclusi verranno destinati prevalentemente a potenziare le linee ferroviarie regionali, a favorire la riqualificazione delle infrastrutture scolastiche, la messa in sicurezza degli edifici e la realizzazione di zone economiche speciali; ulteriori risorse sono state messe a bando per rafforzare i servizi sociali e sanitari. A livello territoriale gli effetti del PNRR dipenderanno molto dalla capacità delle Amministrazioni locali di contenere i tempi di progettazione e realizzazione delle opere, che in regione sono nettamente superiori alla media nazionale. Le risorse del PNRR verranno utilizzate in complementarietà con quelle delle politiche di coesione.

Cambiamento climatico e transizione energetica
La transizione verso un'economia con minori emissioni di gas clima-alteranti comporta un progressivo passaggio da un sistema basato sull'energia fossile a uno fondato su energie rinnovabili; il rialzo dei prezzi dei beni energetici e le recenti tensioni geo-politiche potrebbero contribuire ad accelerare questa transizione. Nell'ultimo ventennio la Basilicata ha incrementato in misura elevata la produzione di energia rinnovabile, soprattutto di fonte eolica. La quota di consumo di energia da fonti rinnovabili risulta in regione ampiamente superiore alla media nazionale.
Il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione rende necessario limitare le emissioni di CO2 delle attività produttive. A tal fine il sistema europeo per lo scambio delle quote di emissione (European Union Emissions Trading System; EU ETS) impone un costo alle imprese commisurato ai quantitativi di gas serra prodotti: quelli delle imprese lucane sono riconducibili soprattutto al settore estrattivo e all'industria del cemento e sono aumentati negli ultimi anni. Le politiche per la riduzione dell'impronta carbonica pongono in regione delle sfide tecnologiche particolarmente rilevanti anche nel comparto degli autoveicoli, interessato dalla conversione alla produzione di auto elettriche.
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