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Politica

Regionali 2013, parte la sfida al Governo della Basilicata

Una breve guida esplicativa sul quadro dei candidati designato dopo ricorsi e contro ricorsi e l'intervento del Consiglio di Stato

Si avvicina il giorno del voto e con l'intervento del Consiglio di Stato, finalmente, il quadro per le Regionali 2013 in Basilicata è completo. Ora sarà una corsa tutta d'un fiato verso il 17 e 18 novembre prossimi, giorni nei quali sarà decretato il futuro della nuova Politica regionale.
Svariate vicissitudini, ricorsi e controricorsi, hanno portato diversi addetti ai lavori dinanzi al più alto grado di giudizio. Ma ora, ci siamo. Inizia davvero la corsa al Governo della Regione. Ecco, dunque, il sorteggio dell'ordine di inserimento nella scheda elettorale dei vari schieramenti.

Nel dettaglio, le otto liste regionali le ritroveremo così: "Regionali 2013" con candidato governatore Franco Grillo, "Per la Basilicata" con candidato governatore Tito Di Maggio, "Partito comunista dei lavoratori" di Florenzo Doino, "Movimento 5 Stelle" con Piernicola Pedicini, "Basilicata 2.0" di Maria Murante, "La Basilicata presente" con il vincitore delle primarie Marcello Pittella, "Matera si muove" con in testa Doriano Manuello e "Ecologisti laici democratici liberali credenti" che candida Elisabetta Zamparutti.

L'omonimo del Grillo nazionale, il Franco lucano, ma sconosciuto ai più, dopo aver creato un po' di confusione sarà costretto a cambiare il logo del suo movimento "Lavoro e pensioni", ma resta in gara. Maria Murante lancia il suo pensiero di "Basilicata 2.0", mentre Florenzo Doino prova a rispolverare il "Partito comunista dei lavoratori" e con lo schieramento guidato da Elisabetta Zamparutti, "Ecologisti laici e democratici liberali credenti" che annovera tra i suoi candidati nomi celebri come quelli di Marco Pannella e Emma Bonino, proveranno una quanto mai improbabile ascesa al potere regionale, cercando di recuperare dai vari schieramenti principali i voti degli elettori indecisi, o di quelli che hanno perso la fiducia nei rispettivi partiti d'appartenenza.
Tenteranno l'exploit, con una lista presentata solamente in Provincia di Matera, invece, i giovanissimi componenti del Movimento "Matera si Muove, con la provincia". Nato in occasione della battaglia per evitare l'eliminazione dell'Ente provinciale, con la provocante richiesta di trasferire la città sotto l'egida della Puglia, il movimento decide di mettersi in azione, candida un serie di under 30 e pone il materano Doriano Manuello al vertice della propria lista come candidato presidente.
Il "Movimento 5 Stelle", a livello nazionale il partito con più voti al termine delle ultime consultazioni, non si è esentato da colpi di scena. Fatto fuori l'ex Tenente Di Bello, considerato da tanti l'unico vero antagonista della politica dei potenti e delle poltrone, la scelta è ricaduta su Piernicola Pedicini. Senza dubbio la preparazione e le capacità del medico del Crob di Rionero in Vulture non si discutono, ma riuscirà a far dimenticare la vicenda Di Bello, sulla quale molti cittadini avrebbero puntato per segnare la svolta di una politica che non piace più?
I due schieramenti più ampi, almeno dal punto di vista della presenza di partiti nelle rispettive coalizioni, sono ovviamente il centrodestra e il centrosinistra. I primi convogliati nel gruppo "Per la Basilicata" candidano il materano d'adozione Tito Di Maggio, esponente di Scelta Civica (il partito creato da Mario Monti). Una scelta arrivata ancora una volta colpevolmente in ritardo da parte della coalizione di centrodestra, che rispecchia un'indecisione di lungo corso, oltre che tendere più verso il centro nella definizione dei ruoli della coalizione.
Chiude il tour verso la tornata elettorale del 17 e 18 novembre prossimi il centrosinistra. La coalizione che, per i più giovani, da sempre vince le elezioni in terra lucana, sotto il nome di "La Basilicata presente" candida l'ex assessore alle attività produttive, Marcello Pittella, vincitore della Primarie, che ha persino dovuto lottare per vedersi confermare la candidatura dal proprio schieramento. Una lotta intestina terminata con la conferma del candidato ex sindaco di Lauria, che porta con se la tanto citata lista "Pittella presidente", estromessa e poi riammessa alla corsa regionale. Sarà lui a dover dimostrare che, il centrosinistra, post rimborsopoli e con un tentativo di rivoluzione interna, potrà ancora governare la Basilicata.

Il sistema misto maggioritario e proporzionale, inoltre, ci regala un'altra curiosità. Ognuno degli otto schieramenti, infatti, presenta, accanto alle normali liste, l'ormai famoso "listino". Cos'è questo listino: si tratta di una lista breve con un massimo di quattro nomi i quali, qualora il proprio schieramento risulti vincitore, si ritroveranno a ricoprire automaticamente il ruolo di consiglieri regionali, senza aver attraversato la travagliata fase della campagna elettorale. Un altro modo per poter permettere ai partiti di scegliere i propri uomini, togliendo un po' di potere (almeno un quinto di esso) all'elettorato, che da quest'anno dovrà votare per un consiglio formato da 20 anziché 30 consiglieri.
La palla passa quindi agli elettori, il vero grado di giudizio che può rilanciare o estromettere dalle vicende amministrative, tanto locali che regionali e nazionali, i politici.
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