Raffaello De Ruggieri
Raffaello De Ruggieri
Vita di città

Puntare sulle “fabbriche del sapere”

L’ex sindaco De Ruggieri: “Per creare aree di alta formazione culturale e economia creativa”

"Ho assistito ai lavori dell'ultimo Consiglio comunale e nella discussione sul programma annuale e triennale delle opere pubbliche ho registrato diffuse perplessità forse provocate da una non puntuale conoscenza del quadro d'insieme in cui sono collocati i progetti in esame. Sento, quindi, il dovere di informarVi sul respiro unitario che collegava una serie di concrete, avviate iniziative".

Con queste parole l'ex sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri ha iniziato il suo intervento che intende fare luce sui progetti delle "Fabbriche del Sapere" inseriti dalla sua amministrazione nel piano triennale delle opere pubbliche. Il comunicato poi continua:

"Ero e sono convinto che oggi le città, anche di ridotte dimensioni, riscuotono vantaggi competitivi se riescono a esprimere valori distintivi di ruoli e di funzioni.

Come ho precisato nella relazione allegata al bilancio consuntivo 2019 del Comune di Matera (relazione illuminante per gli argomenti in trattazione) la città, "quale organizzazione base della economia del nostro tempo, deve divenire soggetto creatore di ricchezza perché questo è il ruolo che oggi le città giocano nel definire le prospettive e la qualità dello sviluppo. E' un ruolo che non dipende più e solo, né principalmente dalla dimensione e dalla ampiezza dei territori su essa gravitanti, ma dalla loro capacità di acquisire vantaggi competitivi, nel richiamare e svolgere funzioni innovative, direzionali, di conoscenza, di produzione e di servizi ad alta ed articolata specializzazione, di connessione con le altre reti urbane. Si tratta di affermare un ambiente competitivo che non si basa solo sul volume e sul costo delle produzioni, ma soprattutto sulla qualità delle risorse umane e territoriali", e ciò in sintonia con la esortazione di Mario Draghi di dover, per crescere, "investire nel capitale umano, nella ricerca, nelle infrastrutture cruciali".

In questa prospettiva il valore posto a base della idea progettuale è stato quello di creare aree di alta formazione culturale e di economia creativa, di cui l'area meridionale è carente. Con tale presupposto Matera si è candidata ad ospitare quattro centri di alta formazione culturale e due aree di creatività, legate ai nuovi percorsi della tecnologia e della innovazione, quali precondizioni per accreditare la candidatura di Matera a sede di una Zona Economica Speciale di nuova generazione (ZES 2.0).

Si sono programmati quindi centri di alta formazione e laboratori territoriali quali presidi di eccellenza culturale, in grado di esprimere sviluppo e occupazione, nella convinzione che la nuova autonomia economica del Mezzogiorno passa da un rapporto stretto tra identità e tecnica, tra autenticità e innovazione (a riguardo allego l'eloquente informativa in data 25/11/2020 del direttore dell'ISIA di Roma, prof. Massimiliano Datti, dalla quale emerge come la sede materana dell'ISIA possa diventare concreto volano di sviluppo, di crescita sociale e di occupazione per la Basilicata e per il Mezzogiorno).

La scuola di alta formazione dell'Istituto Centrale del Restauro, il Centro Sperimentale di Cinematografia e l'Istituto Superiore per le Industrie Artistiche rappresentano in maniera evidente centri specifici di istruzione e di formazione, destinati a "produrre" i professionisti del futuro e i cui diplomi finali sono equiparati alla laurea. Inoltre con il MiBAC, oggi MIC (Ministero della Cultura), si è concordato l'insediamento, nel Borgo La Martella (Teatro Quaroni), di residenze artistiche, finanziate dal FUS e dedicate alla formazione e alla produzione teatrale.

Rientra nel suindicato quadro progettuale la destinazione dell'edificio di San Rocco ad hub digitale comunale (inaugurato dal Ministro Prof. Giuseppe Provenzano il 1 novembre 2019), con l'insediamento di imprese del settore, del CNR e di aree creative per start-up, nonché l'opzione del Ministero dello Sviluppo Economico di insediare nella città dei Sassi la prima Casa Nazionale delle Tecnologie emergenti, il cui contratto di avvio è stato sottoscritto l'11 dicembre 2019 con il Ministro On. Stefano Patuanelli, alla presenza del Sottosegretario On. Mirella Liuzzi, ispiratrice di tale strategica scelta.

A regime questo complesso di "fabbriche del sapere", comporterà il soggiorno in Matera, per almeno otto mesi l'anno, di circa 350 giovani "creativi", tra allievi e start-up, provenienti in buona parte da altre regioni. Conforta questa tesi l'esperienza in atto presso la Scuola di Restauro che ospita circa 70 allievi provenienti da tutta Italia e la cui prima diplomanda sarà una studentessa di Milano. Nel tempo, una volta consolidati i presidi, si dovrà prevedere anche la internazionalizzazione di queste prestigiose scuole.

L'attuazione del progetto non poteva immaginare l'aggressione virale del Covid 19 ed il sostanziale blocco delle azioni programmate. Ma il Covid finirà un bel giorno e, con maggiore vigore, si dovranno riprendere i percorsi tracciati. In questo stimolante scenario rientra con coerenza la destinazione a foresteria dell'immobile comunale originariamente destinato a Convitto Nazionale, mai utilizzato per tale funzione e che successivamente ha ospitato il Provveditorato agli Studi.

La nostra attenzione su tale edificio, progettato e realizzato con spazi distributivi diretti all'accoglienza di studenti, è nata dalla necessità di predisporre una foresteria a prezzi calmierati quale concreta risorsa promozionale per attrarre in città gli aspiranti candidati a frequentare le prestigiose fabbriche materane del sapere, sottraendoli alla esosità dei prezzi di mercato, legati alla dilagante espansione della domanda turistica.
In un colloquio con Corrado Passera, raggiunto a Milano proprio per un confronto sul tema, egli mi disse che per rafforzare "l'opzione Matera" era necessario fornire alle start-up e ai corsisti non sostegni economici bensì servizi a basso costo (alloggio e mensa).

La foresteria comunale sembrò e sembra un utile atto promozionale per favorire la presenza in Matera di giovani ricercatori della creatività tecnologica e degli allievi delle scuole di alta formazione.

La dimensione di questo edificio ha anche suggerito la sua parziale utilizzazione come sede dell'Archivio di Stato di Matera. In data 4 dicembre 2019 il Direttore Generale degli Archivi di Stato, dott.ssa Anna Maria Buzzi, ha operato personalmente la verifica e la congruità degli ambienti messi a disposizione gratuita dal Comune di Matera, apprezzandone la saggezza e la generosità istituzionale. La direttrice Buzzi, infatti, ha verificato la funzionalità degli spazi e la ricchezza sociale offerta dai giovani ospitati nella foresteria comunale, traendone lusinghiere conclusioni. Dopo l'approvazione ministeriale del progetto, la Giunta Comunale ha formalizzato l'impegno al trasferimento del bene con delibera n. 155 del 10 luglio 2020, integrata dalla successiva delibera n. 273 del 2 ottobre 2020. In forza di tale decisione il Ministero della Cultura ha impegnato risorse per 4 milioni di euro su un contratto di comodato di 99 anni. Questo è il quadro della azioni compiute per la fruizione di un immobile di proprietà comunale allo stato abbandonato e inutilizzato. E' bene ricordare che la scuola di Matera è l'unica sede nazionale decentrata dell'ICR, che il Centro Sperimentale di Cinematografia ha rarissime presenze nel Mezzogiorno d'Italia e che l'ISIA non ha sedi dal Tevere in giù, pur essendo una strategica area formativa dedicata al design tecnologico e industriale.

Matera, in conclusone, si candida a divenire una postazione privilegiata nel e per il Mezzogiorno, confortata dal vigoroso brand della città, quale riconosciuto, eccezionale luogo di produzione culturale. La mia maturata esperienza ha dettato i tempi e le modalità del reperimento delle necessarie risorse finanziarie per coprire le spese di un così ampio programma, partendo dal presupposto che progetti validi ed evoluti trovano puntuali coperture finanziare nel vasto arcipelago dei piani economici nazionali e regionali. Serve solo costanza e caparbietà per coltivare relazioni e cogliere utili opportunità!

La Scuola del Restauro è ormai una realtà stabilizzata, mentre il Centro Sperimentale di Cinematografia ha visto la sua definizione nella sottoscrizione di puntuali e analitiche convenzioni. L'ISIA, invece, vede gli impegni comunali già garantiti nella assegnazione degli spazi idonei all'esercizio della scuola e al suo funzionamento. Mancano, al momento, le risorse per la gestione: circa due milioni di euro l'anno. Trattandosi di una istituzione statale, con riferimento al Ministero dell'Università e della Ricerca, da insediare in una speciale e strategica città meridionale, i Ministri a più riprese da me incontrati (Fioramonti, Manfredi e Provenzano) non avvertirono la esistenza di ostacoli per inserire i finanziamenti necessari (e per almeno un triennio) in uno specifico capitolo di spesa del bilancio statale di previsione dell'anno 2021. Purtroppo tale atto di programmazione economica, approvato dal Parlamento in data 30 dicembre 2020, è risultato privo di tale necessaria disponibilità finanziaria.

Questa situazione non può suscitare la resa senza condizioni del Comune, poiché sono in campo diversi provvedimenti legislativi a cui legare, fruttuosamente, questa apprezzata esigenza della città di Matera. Occorre, quindi, non spegnere gli esistenti rapporti con il Governo Nazionale, con il Parlamento e con il Ministero competente e, di conseguenza, individuare un attivo binario parlamentare per introdurre, in una delle ricorrenti leggi in approvazione, uno specifico emendamento comportante il necessario capitolo finanziario, con un impegno triennale di spesa.

Ho tentato di esporre il quadro d'insieme della significativa questione, chiedendo scusa se, forse, non è stata fornita in tempo una puntuale informativa, per cui i singoli progetti sono stati considerati in modo isolato e autarchico e non nella armonia di un maturato ed unitario programma. E' sottinteso che questa articolata proposta potrebbe essere democraticamente disattesa, modificata o integrata dal nuovo corso del governo cittadino, ma io avevo il dovere di segnalare al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio, la organicità e non la occasionalità del suesposto programma per la città.

Quello che chiedo è di non trincerarsi dietro il tormentone meridionale della mancanza di risorse finanziare. Le risorse si trovano credendo, con convinta tenacia, nell'attuazione di condivisi progetti vincenti. Voglio ricordare che nel giugno 2020 il Parlamento, sollecitato da un ordinario emendamento, senza problemi, ha finanziato con un un milione e mezzo di euro il costo, sino al 31 dicembre 2020, del personale precario in carico al Comune di Matera e assunto in forza della Legge di Stabilità del 2016! Il brand di Matera tira ancora e il suo potere territoriale gode di ottima salute.
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