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Politica

Sfiducia Pittella: Botta e risposta tra M5s e Pd

Ai consiglieri Perrino e Leggieri (M5s) risponde l’assessore Cifarelli (Pd)

Non sono mancate le esternazioni a seguito del provvedimento del consiglio regionale che ha respinto, a maggioranza, la mozione di sfiducia richiesta per il Presidente della giunta regionale, Marcello Pittella.

"Questa mozione poteva essere un assist per la maggioranza del Deus ex machina delle raccomandazioni, Marcello Pittella. Un assist per tentare di ricucire una ferita sempre più profonda tra i cittadini lucani e la politica regionale"- dicono con rammarico i due consiglieri del Movimento cinque stelle, Giovanni Perrino e Gianno Leggieri, che poi se la prendono con il consigliere Pd, Mario Polese, reo di una difesa ad oltranza del governatore Pittella, portando "giustifiche scellerate allo schifo che è emerso dalle carte dell'inchiesta Suggello".
I consiglieri pentastellati chiedono a Polese di avere "la decenza di chiedere scusa ai tanti ragazzi lucani che hanno abbandonato, sfiduciati, questa regione".
Perrino e Leggieri, prendendo atto della volontà della maggioranza di continuare fino alla fine naturale della legislatura, si augurano che "in questi ultimi mesi si diano segnali di dignità e sobrietà alla cittadinanza, ma dubitiamo, visto il tenore di certe dichiarazioni targate Pd".
Chiamato in causa, ha risposto per il Partito Democratico Roberto Cifarelli, Assessore regionale alle Attività produttive della Regione Basilicata.
Cifarelli parla della mozione di sfiducia come di una iniziativa consiliare legittima sotto il profilo della mera formalità, ma assai discutibile e politicamente censurabile.
La posizione del Pd lucano è chiara: rispetto per l'azione della Magistratura, attesa per gli esiti del dibattimento, fiducia al presidente Pittella e certezza che egli saprà chiarire le sue responsabilità.
"Siamo agli inizi di una vicenda processuale- afferma Cifarelli- che attende, mediante il contraddittorio, di chiarire responsabilità e reati effettivamente commessi. Una vicenda delicata alle quale occorre, guardare con rispetto. Rispetto non significa acquiescenza o rinuncia a manifestare una opinione. Equivale a qualcosa che tocca la dignità di ognuno di noi. E che pretende perfino una consapevole limitazione di libertà".
Secondo l'assessore regionale sarebbe stato auspicabile un confronto sul funzionamento della regione "anche nei punti di maggiore vulnerabilità e nelle carenze di sistema che vanno oltre le responsabilità e i poteri delle persone che vi si dedicano (e che non vanno ignorate)", piuttosto che utilizzare "un procedimento tuttora in pieno svolgimento, peraltro caratterizzato da novità cautelari in atto ed in itinere, per aprire un processo politico che pretende di utilizzare la vicenda giudiziaria a fini di ribaltamento politico".
Una querelle che sembra solo agli inizi.
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