comitato vivi jesce
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Territorio

L’impianto di biomassa resta a Jesce

Nessun trasferimento in altra zona nonostante l’intervento dell’amministrazione

Nessun trasferimento in altra zona per l'impianto a biomassa.

E' questo il primo importante risultato emerso dall'incontro tra l'amministrazione comunale di Altamura e la società titolare delle autorizzazioni per la realizzazione di un impianto a biomassa che sorgerà nella zona industriale di Jesce, a pochi passi dalla storica masseria.
Per bloccare la realizzazione dell'impianto si sono mobilitati cittadini, imprenditori e anche il Comune di Matera stretti in un unico Comitato, il Vivi Jesce, promotore di una recente iniziativa per scongiurare la nascita della struttura.
Iniziativa vana visto che l'impianto sorgerà nei prossimi mesi nella zona industriale, ovvero dove la normativa impone di realizzare questo tipo di strutture.
"Se l'azienda avrebbe acconsentito a spostare in altra zona la struttura, si sarebbe esposta ai rischi di eventuali ricorsi da parte di altri cittadini o altri imprenditori – spiega ad Altamuralife il primo cittadino Giacinto Forte che aggiunge – Le autorizzazioni sono state concesse proprio perché l'idea progettuale sorge in una zona industriale".

Intanto dalla stessa società sono giunte importanti rassicurazioni: "Innanzitutto – continua il sindaco – nell'impianto saranno bruciati solo scarti di legname provenienti per altro da tre falegnamerie altamurane" spiega Forte rassicurando che le macchine e i forni contenuti nella struttura "non consentono di bruciare alcun altro tipo di materiale".

Scongiurato il rischio che l'impianto si trasformi in un inceneritore, dalla stessa società arriva la disponibilità ad aprire le porte dell'impianto qualora il Comune di Altamura ritenesse opportuno realizzare dei controlli: "Dalla società abbiamo avuto la piena disponibilità, sebbene siano già sottoposti ai controlli periodici dell'Arpa, che come Comune potremo controllare in qualsiasi momento il lavoro che svolgono" conclude Forte.

Nessun trasferimento, dunque. Ma la rassicurazione che non ci sono rischi per la salute dei cittadini.
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