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Scuola e Lavoro

Lavoratori Cup in stato di agitazione

Meno ore di lavoro, più file agli sportelli?

Ennesimo caso di problemi legati al lavoro. Questa volta, a ravvisare una riduzione delle ore di lavoro del 25% sono i lavoratori del Cup di Matera. I 56 lavoratori di Matera, Policoro e Pisticci, dopo la spiacevole notizia, hanno proclamato lo stato di agitazione e non negano che potrebbero seguire azioni più incisive per tutelare i diritti lesi dei lavoratori, come lo sciopero generale. Lavoratori che hanno già contratti molto risicati, quasi tutti part-time, e che vogliono salvaguardare non solo il posto di lavoro, ma anche la propria dignità.
Inviando una lettera al Prefetto, i rappresentanti sindacali di Fim Cgil, Fiom Cisl e Uilm Uil Matera, Agnese, Cotrufo e Mangieri, hanno richiesto urgentemente un tavolo per riunire le parti e trovare una soluzione positiva con Coop Traccia – Traccia Hi. Tech-Gsi srl (ditta aggiudicataria del servizio di gestione CUP dal 1 febbraio 2016) e con «l'Ente appaltante il servizio (Azienda Sanitaria di Matera) e la Regione Basilicata, trattandosi di appalto pubblico e dovendo quest'ultima vigilare sulla congruità degli appalti che sono promanazione di enti pubblici». E l'incontro voluto dal Prefetto avverrà in data 4 febbraio.

Il raggruppamento di imprese Coop Traccia – Traccia Hi. Tech-Gsi srl, dopo aver stipulato il contratto con l'ASM il 19 gennaio per subentrare nel servizio dal 1 febbraio, si è già fatta "voler bene" dai suoi lavoratori annunciando il contratto di solidarietà difensiva. «I lavoratori se dovranno rinunciare, al massimo sarà per il 10% delle loro ore, non di più», ha affermato Manuela Taratufolo, segretario generale della Cgil Matera.
Ma, tirata in causa, l'ASM di Matera afferma di non poter intervenire con le scelte imprenditoriali: «La decisione della aggiudicataria di ridurre percentualmente le ore lavorate di ciascun lavoratore, rientra tuttavia nella autonomia imprenditoriale e non nella clausola sociale prevista dal bando, poiché la clausola prevede in sostanza la conservazione del posto di lavoro e non quante ore e come ogni unità lavorativa debba essere impiegata. Per Azienda e Regione è perciò impossibile intromettersi nelle scelte organizzative. L'Azienda ha posto a base di gara un numero di ore congruo e non può naturalmente, né artificiosamente aumentarne la quantità, né imporre alcunché all'aggiudicataria, pur auspicando che insieme alle organizzazioni sindacali possa addivenire ad una soluzione di comune condivisione e soddisfazione. Allo scopo di favorire la composizione bonaria del conflitto che, si ripete, coinvolge unicamente sindacati ed aggiudicataria del servizio CUP, l'Azienda ha differito all'8.2.2016 il subentro del nuovo gestore».

«Contrariamente a quanto afferma l'ASM abbiamo ancora necessità di confronto con l'Ente appaltante e la Regione, perché non si possono emanare bandi in cui si chiede il mantenimento dei diritti dei lavoratori e poi non avere attenzione che si creino le condizioni che questo possa accadere. È un bando incoerente e contraddittorio sulle ore di lavoro e noi andremo a fondo», ha concluso Manuela Taratufolo.

a cura di Daniela Lella
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