Matera 2019
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Vita di città

Matera 2019, il dossier illustra spese e investimenti

30 milioni da comune e regione, solo un milione e mezzo dall'Unione Europea

701 milioni e 830 mila euro è il budget complessivo dei fondi destinati al progetto "Matera Capitale Europea della Cultura per il 2019". Da dove provengono tutti questi soldi? E in che modo sono stati e saranno impiegati? Chi è convinto si tratti di finanziamenti erogati dall'Unione Europea per il semplice fatto di aver vinto il titolo si sbaglia di grosso, ma andiamo con ordine.

Dal 1985 ogni anno una città dell'Unione europea diventa capitale della cultura per un anno, durante il quale ha la possibilità di manifestare la sua vita e il suo sviluppo culturale. Una città non viene investita di tale ruolo unicamente, per ciò che ha fatto ma soprattutto per il programma di eventi culturali particolari che propone di organizzare nel corso dell'anno di candidatura. Ad illustrare progetti e spese, nero su bianco, in ottica "open", la città dei Sassi, come tutte le altre candidate, ha redatto un dossier sulla base del quale ha di fatto vinto il titolo per il 2019.

Da qui si evince che il budget complessivo suddetto si suddivide in due voci, le spese operative, che ammontano a quasi 52 milioni di euro, destinate al programma culturale vero e proprio; e le spese di investimento in conto capitale, di ben quasi 650 milioni di euro, per gli interventi funzionali alla candidatura, dunque fondamentalmente le infrastrutture, i trasporti, la rigenerazione urbana, l'energia, l'agenda digitale, eccetera.

Entrando nel dettaglio delle spese operative, delle quali i maggiori introiti derivano dal settore pubblico (precisamente 44 milioni e 700 mila euro, pari all'86%), è interessante notare che soltanto un milione e mezzo giunge dall'Unione Europea (il 3%) sotto forma di un premio in onore di Melina Mercouri, prima ideatrice e promotrice del progetto. Una cifra irrisoria che può però essere incrementata da altre risorse derivanti dalla partecipazione a programmi comunitari.

Vero motore del tutto è l'apporto finanziario garantito dall'Accordo di Programma Quadro tra il comune di Matera e la regione Basilicata, il cui contributo è rispettivamente di 5,2 e 25 milioni di euro, complessivamente il 70% del totale. La restante parte tocca al governo nazionale, con 11 milioni, e agli altri enti territoriali (province di Matera e Potenza, camera di commercio di Matera e comune di Potenza), con 2 milioni totali.

Modalità e tempistiche di utilizzo di questi fondi sono presto dette. Il 70% è dedicato al programma culturale vero e proprio, il 18% è per la promozione e il marketing, il 12% per coprire le spese generali di amministrazione e le spese del personale. La spesa complessiva è dilazionata in un arco di tempo di nove anni, dal 2014 al 2022. Il calendario è stato costruito in modo da poter effettuare azioni di preparazione negli anni precedenti al 2019 per poi culminare nell'anno designato, con la presentazione dell'evento, e dare continuità negli ultimi tre anni fino al 2022.

Va da sé che nel 2019 sarà spesa la maggior parte del budget, ben il 46%, pari a poco più di 16 milioni. Nel 2014 è stato già speso il 4% del totale, pari a 1.517.816 euro.

Dei quasi 650 milioni di euro destinati alle spese in conto capitale, invece, 82.400.000 euro sono destinati al finanziamento di nuove infrastrutture a carattere culturale o al miglioramento di quelle esistenti, 31 milioni alla riqualificazione urbana e 536.450.000 euro alle grandi infrastrutture. Di tutti gli interventi previsti, alcuni sono già stati finanziati e in corso, altri sono in programma. I progetti più importanti, finanziati e già in corso, sono la realizzazione del campus universitario (30 milioni di euro), la Bradanica (90.750.000 euro), l'efficientamento della ferrovia FAL Bari-Matera e la scuola di restauro (5 milioni).

Per quanto riguarda il settore privato, due grandi aziende, una a livello nazionale e una locale, Poste Italiane e il Biscottificio Di Leo, hanno deciso di investire nel progetto Matera 2019. Partner economici e media del Comitato sono, tra gli altri, anche Rai, Eni e Fiat che hanno sostenuto attività collegate alla candidatura.

Le premesse ci sono tutte, dunque, affinchè Matera fiorisca e diventi centro nevralgico di cultura di respiro europeo. Presumibilmente a Marzo 2015 sarà operativa la fondazione Matera-Basilicata 2019, nata il 3 Settembre 2014, che prenderà il testimone dal Comitato e rappresenterà lo strumento operativo nella gestione dei progetti.
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