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Stellantis: tavolo a Roma, stabilimento Melfi avrà produzioni elettriche

I sindacati chiedono garanzie sui posti di lavoro

Si è tenuto al Ministero dello sviluppo economico un importante incontro sul piano industriale della Stellantis. Nella riunione, presieduta dai ministri allo sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e al lavoro Andrea Orlando, si è discusso dello stabilimento di Melfi. Da diverse settimane circolavano timori di licenziamenti e di ridimensionamenti produttivi. Queste ipotesi, almeno per ora, sono scongiurate. E' uno stabilimento decisamente importante per l'occupazione in Basilicata, tanti lavoratori sono della provincia di Matera.

Il resoconto dell'incontro è stato fatto da Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, e Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto.

"Stellantis ha annunciato che Melfi sarà il primo stabilimento italiano a ricevere nuovi modelli in base al piano industriale post 2022, ma l'organizzazione produttiva sarà completamente rivoluzionata. I vertici aziendali hanno anche chiarito che nel nuovo piano industriale e proprio a partire da Melfi intendono accelerare sul fronte del passaggio all'elettrico. Come sindacato abbiamo chiesto, però, di arrivare a un quadro di certezze non solo per i lavoratori lucani ma per quelli di tutti gli stabilimenti italiani. Confidiamo che il Governo sostenga un grande piano di rilancio dell'industria dell'auto".

"Più in particolare - spiegano Palombella e Ficco - nel 2024 a Melfi verranno lanciate 4 nuove vetture elettriche del segmento medio, ciascuna con uno dei grandi brand di Stellantis. La produzione sia attuale sia futura sarà caratterizzata da maggiore verticalizzazione e concentrata su una unica linea potenziata, che sarà realizzata integrando le due attualmente esistenti; lo spazio così liberato sarà utilizzato in seguito per altre attività, quali l'assemblaggio di batterie. La capacità produttiva secondo l'azienda non dovrebbe variare, restando sulle 400.000 vetture annue con un'organizzazione del personale su 19,5 turni. Ma su questa riorganizzazione di Melfi restano aspetti importanti da chiarire e dunque c'è assoluta necessità di un approfondimento in sede aziendale. Benché la concentrazione della produzione su una sola linea porti a parità di produzione un minor utilizzo di personale per circa 700 persone di cui 300 già impegnati in missione in altri siti, non vi è alcuna dichiarazione di esuberi strutturali e quindi si proseguirà con l'utilizzo di ammortizzatori sociali conservativi per la verità già oggi in essere; confidiamo inoltre che ci possa essere la disponibilità aziendale a rivedere in meglio gli incentivi per le uscite volontarie".

"Noi chiediamo - sostengono Palombella e Ficco - precise garanzie non solo per i lavoratori di Melfi, ma per tutti i lavoratori italiani. Vogliamo un grande patto con Stellantis, che escluda esplicitamente la possibilità di chiusure e di licenziamenti, che sostenga il reddito dei lavoratori e che dia missioni produttive a tutti gli stabilimenti di montaggio e di motori, nonché ai numerosi enti di ricerca e di staff".

"Pensiamo che il Governo - concludono Palombella e Ficco - possa aiutare i lavoratori e l'intero Paese in due modi: innanzitutto incentivando gli investimenti che serviranno a riconvertire soprattutto l'indotto verso le nuove tecnologie e in secondo luogo varando strumenti più equi di aggancio alla pensione e di ricambio generazionale. Accogliamo positivamente la disponibilità del Governo a presiedere nuovi incontri man mano che il piano si chiarirà".
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