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Scuola e Lavoro

Universitari lucani fuori sede, previsti forti sacrifici

Le stime di Confcommercio in base ai costi degli affitti nelle principali città italiane

L'anno accademico 2016/2017 per gli universitari lucani, fuori sede, è ormai alle porte insieme ai relativi costi previsti in ulteriore crescita. Le famiglie lucane dovranno far fronte a sacrifici economici non di poco conto, considerando le stime di Confcommercio riguardo il costo delle stanze in fitto nelle principali città universitarie italiane che registrano un aumento medio del 4% rispetto ai prezzi del 2015.

Le fonti – i dati del sito immobiliare.it che ha monitorato i prezzi in 14 tra le principali città universitarie italiane – del centro studi di Confcommercio illustrano un quadro disomogeneo. Al primo gradino del podio tra le città più costose si colloca Milano, dove il prezzo per una singola varia dai 500 ai 600 euro a seconda della distanza dal centro. Chi preferisce, invece, condividere la stanza con un altro studente spenderà 345 euro (+2% rispetto al 2015). Al secondo posto, la capitale Roma: più economica, ma di poco; infatti i prezzi medi restano più bassi in ragione della rilevante estensione territoriale: si sborsano mediamente 440 euro al mese per una singola (valore in crescita significativa, +6% rispetto al 2015) e 300 per un posto letto in doppia (+3%). Ma nelle zone più vicine al centro storico e soprattutto alle università i prezzi delle singole superano mediamente i 500 euro mensili. Chiude il podio delle città con gli affitti più salati Firenze, destinazione prediletta dagli studenti Erasmus.

Invece per affittare una stanza singola a Torino servono 340 euro – 235 euro per il posto letto in doppia – mentre una singola a Siena costa 330 euro e il posto in doppia 240 euro al mese. Torino e Siena riportano una incremento medio dei prezzi all'incirca dell'8%. Tra l'altro, a quanto affermato da Confcommercio "alcune località, seppur non supportate dall'indagine, sembrano aver registrato maggiori oscillazioni: Venezia e Padova prime tra tutte (+9% in un anno)".

Altro elemento che contribuisce a determinare le differenze di prezzo dell'offerta nelle varie città è rappresentato dalle opportunità che quei luoghi offrono ai giovani lavoratori under 35, precari e non, alla ricerca di una stanza (e non un intero appartamento). La condivisione, per loro, più che una scelta di vita è un'esigenza legata ai bassi salari e alle incertezze della precarietà.

"Si conferma la regola per cui per risparmiare bisogna scegliere facoltà universitarie nel Sud Italia, solitamente meno ambite da chi si sposta dal suo luogo d'origine per studiare: Catania e Palermo sono le città che occupano il fondo della classifica, rispettivamente con 200 e 180 euro al mese per una stanza. A Potenza in verità – precisa la nota di Confcommercio – il costo medio è attestato intorno ai 250 euro con variazioni per tipologia di alloggio e distanza dall'ateneo. E' già da qualche anno che nel capoluogo di regione il mercato degli alloggi per gli studenti Unibas è in espansione, sicuramente di più delle altre tipologie di locazione".

"Purtroppo – è il commento di Fausto De Mare, presidente Confcommercio – le nostre famiglie devono sobbarcarsi una spesa che solo per il fitto ha un'influenza considerevole sui salari specie in caso di monoredditi ed impoverisce l'economia locale. Ciò accade anche perchè i posti disponibili nelle Case dello Studente sono insufficienti e i nuovi parametri che determinano l'Isee delle famiglie taglia fuori gran parte delle famiglie dal diritto. C'è invece una tendenza dei proprietari immobiliari che si rafforza a privilegiare i fitti agli universitari che sono i migliori pagatori perché a garantire sono le famiglie e con la soluzione del "posto stanza" in un appartamento di tre stanze possono rendere sino al triplo dell'equivalente fitto assicurato da un unico nucleo familiare".
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