Stella firma la petizione contro l'inceneritore
Stella firma la petizione contro l'inceneritore
Territorio

Agorà pubblica contro l'inceneritore, Brucoli "no ai killer silenziosi"

Anche il Presidente Stella firma la petizione

Un dibattito in pubblica piazza per sensibilizzare e informare i cittadini, materani e non, sui gravissimi pericoli per la salute provocati dalle emissioni inquinanti dell'azienda Italcementi in Contrada Trasanello, e la Ila Laterizi (ex Valdadige), a Borgo Venusio.

"Pura, non paura! È tempo di cambiare aria" è il titolo emblematico dell'evento tenutosi in Piazza Vittorio Veneto nella mattinata di oggi, 30 Marzo.

Nell'orario di punta dello "struscio" cittadino, le associazioni organizzatrici dell'incontro, il comitato No Inceneritore, Legambiente, WWF, Brio Matera, Presidio Venusio e Il Grillaio Altamura, hanno anche pensato ad un flash mob per attirare l'attenzione dei passanti.

Un'enorme scritta al centro della piazza "NO SMOG" realizzata con i tipici sacchetti neri che si utilizzano per i rifiuti. E poi ancora scritte con i gessetti, "No inceneritore", "Sì all'aria pura".

Presente questa mattina, presso lo stand del Comitato No Inceneritore, anche il Presidente Franco Stella che ha firmato la petizione popolare finalizzata ad impedire alla cementeria di Matera di bruciare 60.000 tonnellate di rifiuti all'anno.

Ospite d'onore dell'incontro è stato il giornalista d'inchiesta e scrittore, Renato Brucoli di Terlizzi. Egli ha riportato la propria testimonianza. Da oltre dieci anni, infatti, si occupa dell'inquinamento ambientale del suo paese provocato dalla fabbrica di laterizi "Scianatico", la stessa di Venusio.

"Tra il 1981 e il 2001 si sono registrati a Terlizzi 322 decessi in più rispetto al più vicino comune, Ruvo di Puglia, e alla media regionale – ha dichiarato Brucoli – rapportando questo numero ai settant'anni di attività dell'azienda sul territorio si arriva probabilmente a mille. Una cifra paragonabile ad una epidemia di colera o ad un sisma di magnitudo otto".

Dall'inizio dell'attività dell'azienda, soltanto nel 2004 l'Arpa Puglia è intervenuta effettuando un monitoraggio ambientale da cui è si è evinto un forte inquinamento industriale. Ne è scaturito un movimento ambientale che ha portato ad una denuncia di Legambiente per il mancato rispetto delle norme di tutela ambientale. Nel 2013 i proprietari sono stati rinviati a giudizio per inquinamento e danno ambientale, con la Regione Puglia ed il Comune di Terlizzi che si sono costituiti parte civile nel processo. In parallelo, la struttura è stata chiusa nel mese di Maggio del 2010.

"Considerate le analogie tra Terlizzi e Matera, le strategie aziendali abbastanza simili della proprietà che è la stessa, sostengo fortemente il movimento materano di protesta – ha concluso il giornalista – le popolazioni devono vigilare, devono chiedere monitoraggi costanti della qualità dell'aria, devono tallonare le istituzioni e devono suscitare occasioni di consapevolezza poiché queste sostanze operano come dei killer silenziosi, non ci si rende conto fino in fondo della pericolosità".

Il Comitato No Inceneritore "Mento sul cemento" ha già raggiunto notevoli risultati: oltre 1500 le firme raccolte ai banchetti che da due mesi si tengono ogni fine settimana in Piazza Vittorio Veneto e che continueranno finché non sarà discussa e approvata dal Consiglio Comunale la petizione popolare contro l'aumento a 60.000 tonnellate all'anno dei rifiuti che Italcementi ha chiesto di poter bruciare; e poi, con il sostegno alla battaglia del Presidio Venusio, la sospensione, almeno per il momento, delle attività altrettanto inquinanti dello stabilimento Valdadige, che invece pretende di bruciare pet coke a meno di 500 metri dalle abitazioni di Borgo Venusio e dal centro commerciale.
10 fotoAgorà Pubblica "Pura non Paura"
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