
Enti locali
Basilicata conferma il no al deposito di scorie nucleari
Dibattito in Consiglio regionale
Matera - giovedì 9 luglio 2026
9.22
"Netta contrarietà" alla scelta della Basilicata per il deposito nazionale di scorie radioattive ma "confronto serio" sulle tecnologie innovative del nucleare. Questa la volontà politica espressa dal presidente della Regione, Vito Bardi, nel dibattito in Consiglio regionale sulle politiche energetiche.
Il presidente è intervenuto sul nucleare di nuova generazione (piccoli reattori modulari), inserito nel disegno di legge nazionale già approvato alla Camera. ''Non si tratta di assumere decisioni oggi, ma di non autoescludersi a priori da un confronto su tecnologie innovative che si prospettano come una grande opportunità di investimento, ricerca e occupazione qualificata'', ha detto. Il governatore ha chiarito la distinzione tra produzione energetica e stoccaggio dei rifiuti.
"Confondere i due piani è parziale e fuorviante. La nostra netta contrarietà al deposito nazionale delle scorie radioattive in Basilicata resta ferma - ha ribadito - così come espresso fin dal 2019 in Conferenza delle Regioni e confermato dagli atti amministrativi regionali. Qualora il percorso nazionale sul nucleare avanzasse, la Regione attiverà un confronto pubblico serio basato su dati scientifici e sul coinvolgimento di università e cittadini''.
Il presidente è intervenuto sul nucleare di nuova generazione (piccoli reattori modulari), inserito nel disegno di legge nazionale già approvato alla Camera. ''Non si tratta di assumere decisioni oggi, ma di non autoescludersi a priori da un confronto su tecnologie innovative che si prospettano come una grande opportunità di investimento, ricerca e occupazione qualificata'', ha detto. Il governatore ha chiarito la distinzione tra produzione energetica e stoccaggio dei rifiuti.
"Confondere i due piani è parziale e fuorviante. La nostra netta contrarietà al deposito nazionale delle scorie radioattive in Basilicata resta ferma - ha ribadito - così come espresso fin dal 2019 in Conferenza delle Regioni e confermato dagli atti amministrativi regionali. Qualora il percorso nazionale sul nucleare avanzasse, la Regione attiverà un confronto pubblico serio basato su dati scientifici e sul coinvolgimento di università e cittadini''.
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