Vico Piave, gli sfollati insorgono
Vico Piave, gli sfollati insorgono
Cronaca

Crollo tragico in vico Piave, al processo parlano le difese

L'accusa ha chiesto otto condanne e un'assoluzione

Riprenderà oggi al Tribunale di Matera il processo per il crollo di vico Piave in cui l'11 gennaio 2014 morirono Dina Antonella Favale, educatrice di 31 anni, e Vito Nicola Oreste, 57enne dipendente del Comune, quest'ultimo estratto ancora vivo ma deceduto dopo una lunga agonia.

Nella precedente udienza l'accusa - sostenuta dal sostituto procuratore Annunziata Cazzetta - ha chiesto otto condanne e un'assoluzione. I reati contestati a vario titolo sono omicidio colposo, crollo di costruzioni e altri disastri dolosi, delitti colposi nella realizzazione di opere (con indebolimento delle strutture) e omessi controlli o ritardi sui rischi di pericolo segnalati nella fase precedente al crollo degli immobili.

Gli imputati a vario titolo sono proprietari di immobili, tecnici e titolari di imprese, tecnici e dirigenti del Comune di Matera. Sono state richieste condanne comprese fra i quattro anni di reclusione e i due anni e sei mesi. Chiesta l'assoluzione per uno dei proprietari degli immobili coinvolti nel crollo. Sono previste le arringhe dei difensori davanti al giudice monocratico Rosa Bia.
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