Consiglio comunale, proseguono le vedute divergenti sulla Tasi
Consiglio comunale, proseguono le vedute divergenti sulla Tasi
Politica

Giunta Comunale, opposizioni all’attacco

Unanime la condanna delle opposizioni sulla nuova giunta De Ruggieri

Quasi un coro unanime quello delle opposizioni.
Con toni non proprio pacati, le opposizioni consiliari hanno salutato il varo della nuova giunta targata De Ruggieri.
Una giunta a forte trazione Pd, che ha fatto storcere il naso, soprattutto ai vecchi alleati del sindaco, bollato come traditore dell'elettorato e considerato un burattino nelle mani dei democratici.
Le opposizioni concordano nell'analisi, parlando di ribaltone.
Un ribaltone cominciato con il "governo di unità cittadina" e concluso con la consegna delle chiavi della città al Partito Democratico.
Vergogna e tradimento sono le parole più pronunciate contro il rimpasto della giunta comunale.
Sicuramente tra i più agguerriti ci sono i vecchi alleati di De Ruggieri.
C'è Forza Matera, espressione del più tradizionale partito nazionale di Centro destra Forza Italia, c'è Matera si Muove, simulacro cittadino di Fratelli d'Italia, c'è il neo-leghista Tito Di Maggio, ci sono Paolo Manicone e Vito Sasso, fedelissimi del presidente del consiglio Tortorelli.
Insomma, gli alleati di De Ruggieri alle urne non hanno mandato giù la proposta di aderire, in questa fase, ad un governo di unione municipale e meno che mai, di sposare il progetto del De Ruggieri bis, connotato fortemente dalla presenza dei Democratici.
Tutti fortemente critici nei confronti del sindaco e del suo nuovo esecutivo.
Con loro, anche gli oppositori della prima ora: vedi il rappresentante pentastellato, Antonio Materdomini.
Augusto Toto di Forza Matera, parla di una giunta monocolore a guida PD, Pasquale Di Lorenzo (Matera si Muove) denuncia accordi elettorali in vista delle regionali, c'è anche chi, come il consigliere del M5s Materdomini, accusa De Ruggieri di essere stato messo in un angolo dai Democratici, tornati "al comando di una città, ancora sconvolta dalle ingloriose vicende giuridiche del presidente Marcello Pittella".
Il consigliere pentastellato, tra i pochi che in consiglio comunale ha mantenuto ferma la sua posizione di minoranza, si agguerrisce contro "un sindaco crocifisso, come egli stesso si è definito, sotto tiro dello sguardo del segretario cittadino del PD, Cosimo Muscaridola, vero artefice del corso di questa nuova, ma già vecchia compagine d'assessori".
Materdomini parla di un primo cittadino la cui unica ambizione è trascorrere il 2019 con la fascia al collo, "sordo all'avversione di un'intera comunità che lo rinnega come il peggiore dei traditori e non curante della città, per mero interesse personale".
Senza escludere una stoccata agli ex soci di maggioranza di De Ruggieri, che oggi si affrettano a fare dichiarazioni e prese di distanza dal primo cittadino. Loro "senza battere neanche un mea culpa sul petto, attaccano quel sindaco che hanno sostenuto per tre anni".
Insomma, per le opposizioni il quadro è desolante. Le motivazioni dello stare insieme non sono sufficienti. La scelta di unire tutte le forze politiche per scongiurare un commissariamento comunale, visto come una iattura nell'anno più importante per la città, è stata utilizzata più volte come arma ricattatoria e non ha portato ad altro che ad un ribaltamento della volontà popolare. Un gioco al quale le minoranze non intendono partecipare, non avendo più fiducia nell'uomo alla guida della città.

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