Giornata Mondiale della Psoriasi
Giornata Mondiale della Psoriasi
Ospedale e sanità

Il 29 ottobre, Giornata Mondiale della Psoriasi

Per l'occasione ospedali aperti per maggiori informazioni e visite gratuite

Domenica 29 ottobre prossimo ricorre la "Giornata Mondiale della Psoriasi", l'appuntamento annuale promosso dall'associazione ADIPSO al fine di colmare il grave gap di comunicazione e informazione tra chi soffre e chi può offrire le cure necessarie per guarire da questa malattia infiammatoria, cronica - ma non contagiosa - della pelle, che pur essendo poco conosciuta in Italia colpisce circa due milioni di persone (il 3,1% degli abitanti). A Matera e provincia, invece, sono oltre 3.000 le persone affette da psoriasi, che in un terzo dei casi evolve in forma grave.

Generalmente, la psoriasi si presenta sotto forma di chiazze e placche rosse, ricoperte da squame biancastre, localizzate soprattutto nelle ginocchia, nella regione sacrale, nei gomiti, nelle mani, nei piedi e nel cuoio capelluto. Chi ne è affetto, però, spesso non ne conosce i sintomi e non si reca tempestivamente dallo specialista, con conseguente ritardo nella diagnosi e nell'inizio del percorso terapeutico che potrebbe rallentare l'evoluzione della malattia.

Per l'occasione, il 29 ottobre a partire dalle 17.00, si svolgeranno consulenze e visite gratuite, per conoscere le varie forme di psoriasi e le relative terapie, presso l'Ospedale Distrettuale – Tinchi di Pisticci (MT), dov'è prevista anche una tavola rotonda con medici di base, specialisti e pazienti che permetterà un ampio confronto con le diverse figure sanitarie cui il paziente si rivolge.
Gli specialisti inoltre saranno a disposizione del pubblico e risponderanno alle domande di chi vorrà saperne di più sulla malattia. La tipologia più diffusa è quella "a placche" (80-90% dei casi), ma esistono anche altre forme più rare, poco conosciute e per questo sottostimate, come: la "psoriasi invertita", che si manifesta con chiazze rosse non desquamate; la "psoriasi guttata", che si sviluppa negli adolescenti attraverso piccole chiazze desquamate; la "psoriasi pustolosa", caratterizzata da pustole anche molto localizzate; e ancora, quella "eritrodermica" dove la pelle appare infiammata e arrossata, provoca prurito o bruciore ed è tra le forme più gravi. Su queste l'attenzione è ancora poca.

In pochi anni, si è registrato un costante calo di presenze nei centri italiani: chi cerca soluzioni al problema, raramente si rivolge ai centri di riferimento dove, oltre a ricevere diagnosi tempestive, potrebbero essere presi in carico e seguiti a 360° con terapie personalizzate, anche in considerazione delle frequenti comorbidità, come artrite, depressione, obesità, diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari, che fanno della psoriasi una malattia sistemica, come conferma Mara Maccarone, Presidente di ADIPSO: "siamo scesi da 12mila a 6mila. Per questo è fondamentale creare una inversione di tendenza facendo tanta informazione, per spronare i malati a recarsi nei centri di riferimento presenti sul territorio. Questa "rete" infatti offre tutti i mezzi per curarsi a patto di non abbandonare i percorsi terapeutici che possono essere rimodulati sul paziente fino a trovare le cure più efficaci".

Fondamentale è anche il supporto psicologico dei pazienti psoriasici, affinché non si scoraggino e non abbandonino le cure. "ll malato di psoriasi – spiega il Prof. Giovanni Palazzo, Direttore Ist. Dermatologia Ospedale Distrettuale Tinchi di Pisticci – spesso si fa prendere dallo sconforto, perché non riesce a vedere alcuna via d'uscita. Per cui, come dimostrano anche i dati, si reca sempre meno dallo specialista, aggravando notevolmente la sua situazione e precludendosi la possibilità di venire a conoscenza delle nuove terapie. Per questo il supporto psicologico ha un ruolo fondamentale nella cura del paziente psoriasico, perché serve a far si che questi non si arrenda e non cada in depressione - come succede nella maggior parte dei casi - abbandonando le terapie. Per cui il nostro messaggio ai pazienti è questo: aiutateci a curarvi al meglio. Oggi abbiamo a disposizione farmaci che possono migliorare moltissimo le forme gravi di psoriasi. Ma soprattutto, nel momento della diagnosi non fatevi prendere dal panico: fatevi visitare perché quando si "intercetta" la malattia allo stadio iniziale è più facile tenerla sotto controllo impedendole di evolversi e di coinvolgere gli altri organi. Se vi affidate agli specialisti e seguite tutte le loro indicazioni, potrete essere realmente parte attiva nella terapia e fare la differenza".
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