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Politica

Matera 3.0 fuori dalla giunta

Il gruppo consiliare fa il punto della situazione sulla crisi

"Ad un anno dalla vittoria della coalizione che ha portato Domenico Bennardi ad occupare lo scranno più alto del Comune di Matera, piuttosto che festeggiare successi e traguardi o semplicemente continuare ad occuparsi dell'agenda politica comunale affrontando emergenze e difficoltà post pandemia, ci siamo trovati di fronte al venir meno della maggioranza e alla necessità di trovare un nuovo assetto di governo".

Lo afferma il gruppo politico Matera 3.0 in seguito alla decisione del sindaco Bennardi di escludere i rappresentanti del movimento dalla giunta comunale. La nota prosegue:

"Nella riunione del 25 ottobre, preceduta da un comunicato stampa che anticipava le decisioni da comunicare, nonché a dichiarazioni audaci in cui il sindaco denunciava di essere sottoposto a ricatti e giochi politici, nella serata di lunedì 25 ottobre, ha infine stabilito che, nell'ordine, il proprio partito di appartenenza, il M5S, dovesse aumentare la propria rappresentanza in Giunta, passando da 3 a 4 assessori, nonostante abbia nel frattempo perso 2 consigliere, una dello stesso M5s, l'altra della lista del Sindaco che gravitava nell'orbita 5s. Inoltre, ha deciso di riconoscere due assessori a testa al Partito Socialista ed a Campo Democratico (Gruppo Misto), concedendo l'ultima "poltrona" rimasta in condivisione (50 e 50) a Verdi e Volt. Questi ultimi, ad oggi, continuano a mantenere, in ogni caso, tutte le postazioni acquisite, dai due assessorati (con incarico aggiuntivo da vice sindaco) alla posizione dell'addetto stampa.

Nella sua magnanimità, Il Sindaco ha poi concesso la possibilità, alle due rappresentanti di Matera 3.0 in Consiglio Comunale, di restare in maggioranza, ma senza poter condividere ruoli di governo, ovvero rappresentanza in Giunta, in quanto ree di essersi opposte al pensiero unico ed unanime del "tuttappostismo" che ha contraddistinto questo primo anno di consiliatura. In questo modo il Sindaco è riuscito a trasformare l'esercizio del pensiero libero e critico in una sorta di reato politico, da punire con l'esilio dalle attività di governo cittadino.

Il Sindaco ha evocato persino commenti su Facebook, contrari alla linea comune e astensioni in Consiglio Comunale, riuscendo ad affermare un altro principio da fare invidia a qualsiasi regime totalitario: se sei in maggioranza devi votare con la maggioranza, anche se non sei d'accordo, anche se la maggioranza sbaglia e tu presenti le prove dell'errore. E' la democrazia, baby!

Certo, se non fosse che le scelte sottoposte direttamente al voto, in Consiglio Comunale, venivano calate dall'alto, magari prese nel segreto di una stanza del Comune e poi imposte a tutti i consiglieri di maggioranza, a poche ore (o addirittura minuti) dallo svolgimento dei consigli comunali, per non parlare del fatto che, rispetto a scelte reputate errate da alcuni, non è mai esistita la benché minima discussione né la possibilità di ripensamenti. Non è questa la democrazia: se si elimina il momento del confronto e dell'approfondimento per imporre un consenso unanime e far prevalere l'apparenza della condivisione, siamo di fronte al surrogato della democrazia. Attenzione, a dirlo non sono le consigliere di Matera 3.0 ma rappresentanti di partiti che, oggi come ieri, sono in questa maggioranza e che, nelle scorse settimane, hanno denunciato "l'impossibilità di stabilire un rapporto paritetico fra le forze politiche che compongono la maggioranza".

La scelta del Sindaco di non dare pari dignità ad una forza politica che ha contribuito al programma elettorale, appare al gruppo Matera 3.0, strumentale e probabilmente serve a nascondere altre ragioni a maggior ragione se di pensa che tutt'oggi Matera 3.0 è arbitrariamente rappresentata da un Assessore imposto dal Sindaco e mai condiviso con il gruppo consiliare.

Circa le frasi "incriminate" sui social ci sarebbe da aprire un capitolo specifico, visto che è usanza di alcuni inquilini del sesto piano del Comune, ieri (come oggi) utilizzare profili falsi, sugli stessi social, per esprimere posizioni, giudizi, commenti sulla situazione cittadina, sui competitors politici, sulle scelte altrui e proprie: ci saremmo aspettati una censura di questi mezzucci, anzi una vera e propria autocritica e, invece, viene colpito chi mantiene una posizione coerente e, soprattutto, trasparente, dicendo la verità, facendo esercizio della libertà di espressione in prima persona, con la consapevolezza che un approccio trasparente può solo creare "problemi" a chi la pratica.
Bisogna tacere a fronte di decisioni palesemente errate oppure è dovere di ogni consigliere in tutta coscienza esprimere motivato dissenso?
I consiglieri comunali hanno un ruolo di indirizzo, programmazione, pianificazione, controllo e verifica all'interno dell'ente locale. Pretendere di controllare o limitare questo compito è antidemocratico nonché pericoloso.
Ma non siamo preoccupati perché comprendiamo che tutta la vicenda è, semplicemente, strumentale: questa maggioranza non ama le voci discordanti, non vuole intoppi, non vuole discussioni, non vuole confronto e non vuole trasparenza, soprattutto al proprio interno.
Ne prendiamo atto, restando a fare quello che i cittadini ci hanno chiesto di fare: portare gli interessi della Città al centro dell'agenda politica, cercando di privilegiare i molti e non i pochi, difendendo i diritti di chi ha poca voce, degli ultimi, di chi non ha amicizie nei piani alti, di chi vuole vedere Matera crescere e migliorare per migliorare e crescere con Matera.

Non ci interessa piazzare amici ma difendere diritti, non abbiamo calcoli politici da fare né campagne elettorali da sostenere, quindi scegliamo di poter essere liberi di continuare a costruire un futuro migliore per la nostra città. Al nuovo esecutivo augureremo buon lavoro, perché solo un pazzo spererebbe che fallisca: fallirebbe una città, non singole persone. E saremo lì a dare il nostro contributo ma senza accettare ricatti e vincoli come, evidentemente, qualcuno sta facendo. Forza Matera, ne hai viste tante, supererai anche questa".
  • Domenico Bennardi
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