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Vitalizi ai consiglieri regionali, giudizio negativo dei sindacati

Dopo l'approvazione della "indennità differita"

"Siamo in una fase storica segnata da povertà crescente e pensioni sempre più insufficienti, le istituzioni hanno il dovere di scegliere la giustizia sociale, non il ripristino di privilegi. Le risorse pubbliche vanno indirizzate a chi fatica ad arrivare a fine mese, non ai vitalizi retroattivi". Lo ha detto il segretario generale della Uil Basilicata, Vincenzo Tortorelli, nella relazione di inizio anno presentata in una riunione dell'esecutivo del sindacato, esprimendo la sua posizione contraria al provvedimento con cui nella legge di bilancio il Consiglio, a maggioranza, ha inserito la ''indennità differita'' per i consiglieri regionali al termine della legislatura (vale anche retroattivamente per le legislature precedenti).

"La politica ritrovi il senso della responsabilità e del servizio: solo così si ricostruisce fiducia tra cittadini e istituzioni e si dà futuro alla Basilicata'', ha detto Tortorelli. Secondo il sindacalista la Basilicata ha delle fragilità strutturali come ''spopolamento, carenza di servizi essenziali, divari territoriali, difficoltà del sistema produttivo e una persistente emergenza occupazionale, in particolare giovanile e femminile'' e ''restano aperte vertenze strategiche che interessano settori chiave dell'economia regionale (industria, automotive, energia, agricoltura, sanità e servizi pubblici) rispetto alle quali la UIL Basilicata continua a rivendicare politiche industriali e di sviluppo concrete, partecipate e orientate alla qualità del lavoro, alla stabilità occupazionale e alla tutela dei diritti''. Pertanto ''continueremo nel 2026 ad incalzare la giunta Bardi con lo stesso atteggiamento che ha contraddistinto la Uil lo scorso anno: un atteggiamento responsabile, di proposta e di confronto - ha concluso Tortorelli - per trasformare annunci e buone intenzioni in risposte concrete per lavoratori, famiglie e comunità lucane''.

Anche la Cisl e la Cgil hanno espresso un giudizio negativo sul provvedimento.

"La norma che istituisce il mini vitalizio per i consiglieri regionali è discutibile nella sostanza, nella forma e nella tempistica. Lo soluzione è una sola: abrogare la norma e destinare le risorse del fondo del contributo di solidarietà alla riduzione delle rette delle residenze socio-assistenziali per anziani non autosufficienti", afferma il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo. "La questione centrale, prima ancora che il profilo tecnico della norma, è il messaggio che il provvedimento lancia ai lucani. In una fase storica segnata da una profonda crisi di fiducia nelle istituzioni politiche – osserva Cavallo – l'introduzione dei mini vitalizi assume il valore di un atto di sfida di una parte consistente della classe politica regionale verso migliaia di famiglie che ogni giorno fanno i conti con difficoltà concrete: carovita, disoccupazione, emigrazione, rinuncia alle cure. Inoltre, la scelta di inserire la norma attraverso un emendamento al collegato alla legge di stabilità ha di fatto impedito un confronto aperto e trasparente, sottraendo il tema ad un dibattito pubblico consapevole". Per la Cisl "il ravvedimento del Consiglio regionale è un atto doveroso, non solo nei confronti dei cittadini lucani, ma anche per salvaguardare la credibilità e la trasparenza delle istituzioni democratiche. Per questo sollecitiamo che le risorse accantonate nel fondo di solidarietà vengano utilizzate per intervenire sulle rette delle residenze socio-assistenziali per anziani non autosufficienti, i cui rincari annunciati nei giorni scorsi rischiano di mettere in ginocchio tante famiglie. In gioco non c'è una singola norma – ammonisce Cavallo – ma la fiducia dei cittadini nella politica e nella sua capacità di lavorare per il bene comune".
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