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Incontro tra i sindaci di Potenza e Matera
Promosso dal circolo culturale La Scaletta
Matera - venerdì 6 febbraio 2026
Nell'anno di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, il confronto sul futuro della Basilicata riparte simbolicamente dai suoi due capoluoghi. È da Matera e Potenza che può aprirsi una nuova stagione di ricostruzione regionale, fondata sulla riscoperta del significato profondo dell'essere lucani e sulla ricerca di una comune identità, capace di superare divisioni e campanilismi. È questo il senso dell'incontro svoltosi nella serata di ieri nella sede del Circolo culturale La Scaletta, che l'ha promosso e organizzato, tra i sindaci delle due città capoluogo, Vincenzo Telesca e Antonio Nicoletti. Un momento di dialogo franco e concreto, orientato a costruire una visione condivisa per lo sviluppo della regione.
All'iniziativa erano presenti il presidente del Circolo La Scaletta Francesco Paolo Di Pede, il vicepresidente e responsabile del gruppo di lavoro sulle tematiche socio-economiche Paolo Stasi, una rappresentanza degli iscritti allo storico sodalizio culturale materano, tra cui il fondatore Raffaello De Ruggieri, e il docente Unibas Piergiuseppe Pontrandolfi.
Nel corso dell'incontro è emersa con chiarezza una comunione di intenti tra i due capoluoghi, in particolare sulla necessità di una programmazione condivisa delle infrastrutture strategiche e su un sostegno reciproco nella valorizzazione delle rispettive peculiarità, evitando duplicazioni e dispersioni di risorse. "Matera e Potenza, pur nella diversità delle loro vocazioni - ha sottolineato nella sua introduzione il Presidente Di Pede - possono e devono agire in modo complementare, costruendo politiche comuni capaci di generare eccellenze e benefici per l'intero territorio lucano. Il Circolo La Scaletta non farà mancare il suo contributo di idee al dibattito come ha sempre fatto nel corso dei suoi 67 anni di vita".
Nel suo intervento, Paolo Emilio Stasi ha sottolineato come non sia più sostenibile "continuare a governare disuniti, alimentando rivendicazioni e risentimenti, in una regione le cui prospettive non solo di futuro ma di sopravvivenza sono drammatiche". Da qui l'appello affinché i due capoluoghi assumano un ruolo guida nella programmazione territoriale, facendosi interlocutori autorevoli nei confronti della Regione e punto di riferimento per tutti i comuni lucani, in un'ottica di cooperazione, pianificazione condivisa e scelte strategiche di lungo periodo.
L'incontro ha rappresentato anche l'avvio di un percorso più ampio che La Scaletta intende promuovere, coinvolgendo progressivamente gli altri centri della Basilicata, per ascoltare i territori e costruire insieme politiche comuni su infrastrutture, servizi, sviluppo e coesione sociale.
Il sindaco di Potenza Vincenzo Telesca ha sottolineato lo spirito dell'iniziativa: "Non esistono campanilismi tra le amministrazioni. Dopo la campagna elettorale bisogna fare dialogo, al di là delle bandiere politiche. È il momento di lavorare insieme per la Basilicata, superando divisioni che appartengono al passato. Senza collegamenti adeguati, senza una rete infrastrutturale moderna, qualsiasi progetto di sviluppo rimane incompiuto. È qui che dobbiamo investire le nostre energie e le nostre risorse. Bisogna poi evitare che si duplichino gli stessi interventi tra Matera e Potenza, distribuendo risorse in maniera aritmetica. Così si frammentano gli investimenti e non si crea mai eccellenza. Ognuno deve sviluppare competenze e vocazioni diverse, con reciproco supporto. Solo così possiamo costruire poli di qualità riconosciuti, invece di moltiplicare strutture sottodimensionate".
Per il sindaco di Matera, Antonio Nicoletti: "La Basilicata è un territorio ricco di risorse materiali e immateriali: dal patrimonio culturale e paesaggistico alle competenze delle persone e del tessuto imprenditoriale e produttivo, alla qualità delle sue comunità. Per trasformare questo potenziale in sviluppo duraturo, crescita culturale e rafforzamento infrastrutturale è indispensabile un modello che sia basato sulla cooperazione tra territori e sulla collaborazione seria e strutturata tra le Istituzioni. Né i territori né le Istituzioni possono pensarsi in contrapposizione tra loro: ragionare così significherebbe indebolire il sistema nel suo complesso. È invece attraverso il lavoro condiviso, la programmazione comune e la messa in rete delle risorse che possono nascere opportunità concrete, capaci di attrarre investimenti, rafforzare le infrastrutture, valorizzare il patrimonio culturale, generando così sviluppo diffuso a beneficio di tutti".
All'iniziativa erano presenti il presidente del Circolo La Scaletta Francesco Paolo Di Pede, il vicepresidente e responsabile del gruppo di lavoro sulle tematiche socio-economiche Paolo Stasi, una rappresentanza degli iscritti allo storico sodalizio culturale materano, tra cui il fondatore Raffaello De Ruggieri, e il docente Unibas Piergiuseppe Pontrandolfi.
Nel corso dell'incontro è emersa con chiarezza una comunione di intenti tra i due capoluoghi, in particolare sulla necessità di una programmazione condivisa delle infrastrutture strategiche e su un sostegno reciproco nella valorizzazione delle rispettive peculiarità, evitando duplicazioni e dispersioni di risorse. "Matera e Potenza, pur nella diversità delle loro vocazioni - ha sottolineato nella sua introduzione il Presidente Di Pede - possono e devono agire in modo complementare, costruendo politiche comuni capaci di generare eccellenze e benefici per l'intero territorio lucano. Il Circolo La Scaletta non farà mancare il suo contributo di idee al dibattito come ha sempre fatto nel corso dei suoi 67 anni di vita".
Nel suo intervento, Paolo Emilio Stasi ha sottolineato come non sia più sostenibile "continuare a governare disuniti, alimentando rivendicazioni e risentimenti, in una regione le cui prospettive non solo di futuro ma di sopravvivenza sono drammatiche". Da qui l'appello affinché i due capoluoghi assumano un ruolo guida nella programmazione territoriale, facendosi interlocutori autorevoli nei confronti della Regione e punto di riferimento per tutti i comuni lucani, in un'ottica di cooperazione, pianificazione condivisa e scelte strategiche di lungo periodo.
L'incontro ha rappresentato anche l'avvio di un percorso più ampio che La Scaletta intende promuovere, coinvolgendo progressivamente gli altri centri della Basilicata, per ascoltare i territori e costruire insieme politiche comuni su infrastrutture, servizi, sviluppo e coesione sociale.
Il sindaco di Potenza Vincenzo Telesca ha sottolineato lo spirito dell'iniziativa: "Non esistono campanilismi tra le amministrazioni. Dopo la campagna elettorale bisogna fare dialogo, al di là delle bandiere politiche. È il momento di lavorare insieme per la Basilicata, superando divisioni che appartengono al passato. Senza collegamenti adeguati, senza una rete infrastrutturale moderna, qualsiasi progetto di sviluppo rimane incompiuto. È qui che dobbiamo investire le nostre energie e le nostre risorse. Bisogna poi evitare che si duplichino gli stessi interventi tra Matera e Potenza, distribuendo risorse in maniera aritmetica. Così si frammentano gli investimenti e non si crea mai eccellenza. Ognuno deve sviluppare competenze e vocazioni diverse, con reciproco supporto. Solo così possiamo costruire poli di qualità riconosciuti, invece di moltiplicare strutture sottodimensionate".
Per il sindaco di Matera, Antonio Nicoletti: "La Basilicata è un territorio ricco di risorse materiali e immateriali: dal patrimonio culturale e paesaggistico alle competenze delle persone e del tessuto imprenditoriale e produttivo, alla qualità delle sue comunità. Per trasformare questo potenziale in sviluppo duraturo, crescita culturale e rafforzamento infrastrutturale è indispensabile un modello che sia basato sulla cooperazione tra territori e sulla collaborazione seria e strutturata tra le Istituzioni. Né i territori né le Istituzioni possono pensarsi in contrapposizione tra loro: ragionare così significherebbe indebolire il sistema nel suo complesso. È invece attraverso il lavoro condiviso, la programmazione comune e la messa in rete delle risorse che possono nascere opportunità concrete, capaci di attrarre investimenti, rafforzare le infrastrutture, valorizzare il patrimonio culturale, generando così sviluppo diffuso a beneficio di tutti".
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