
Politica
Morea: "Sostenere donazione degli organi"
Consigliere regionale fa appello a non cedere alla paura dopo la morte del bambino di Napoli
Matera - sabato 21 febbraio 2026
10.00 Comunicato Stampa
"La donazione degli organi è uno dei gesti più alti di civiltà che una comunità possa esprimere. È la scelta di trasformare un dolore in speranza, una perdita in possibilità di vita per altri. Ed è proprio per questo che merita rispetto, rigore e trasparenza". Lo dichiara il consigliere regionale Nicola Massimo Morea, intervenendo nel dibattito pubblico seguito alla tragedia del piccolo bambino di Napoli che oggi è morto. Una vicenda che ha scosso molto l'opinione pubblica a causa del trapianto di un cuore che era stato danneggiato nelle sue funzioni durante il trasporto dell'organo.
"Il caso del piccolo al Monaldi di Napoli ha colpito profondamente l'opinione pubblica, che si è stretta intorno a questa tragedia. Tuttavia, quando si verificano errori che determinano casi drammatici come questo– afferma Morea – non possiamo limitarci all'emotività o alla polemica. Dobbiamo invece rafforzare ciò che funziona e correggere con determinazione ciò che non va. Perché la fiducia dei cittadini è il fondamento dell'intero sistema delle donazioni". Il consigliere sottolinea come in Italia esistano procedure chiare, uniformi e rigorose: protocolli applicati con scrupolo, formazione continua per il personale sanitario e comunicazione corretta e tempestiva con le famiglie. "La donazione non può e non deve mai essere percepita come un automatismo burocratico: è un percorso delicatissimo che richiede competenza tecnica e profonda umanità".
Ogni anno, in Italia, vengono effettuati circa 400 trapianti di cuore, ai quali si sommano tutte le altre tipologie di trapianto. "Numeri che raramente finiscono sui giornali – osserva Morea – proprio perché il rigore e la professionalità sono la normalità quotidiana del nostro sistema sanitario". Per il consigliere regionale, è indispensabile un impegno collettivo: "Difendere e sostenere la sanità pubblica significa garantire strutture adeguate, investimenti, organizzazione e controllo. Significa riconoscere il lavoro straordinario di medici, infermieri e operatori che ogni giorno rendono possibile il miracolo del trapianto. Senza un sistema sanitario pubblico forte, equo e ben finanziato, la rete delle donazioni non può reggere".
Fondamentale, inoltre, il ruolo delle associazioni. "Realtà come l'Associazione Italiana per la Donazione di Organi (AIDO) promuovono da anni cultura, informazione e consapevolezza. Entrano nelle scuole, dialogano con le famiglie, aiutano a comprendere cosa significhi davvero dire 'sì' alla donazione. Sono un presidio di trasparenza e solidarietà".
"Non dobbiamo lasciare che la paura o la disinformazione mettano in discussione un sistema che salva migliaia di vite ogni anno – conclude Morea –. Allo stesso tempo, dobbiamo ribadire con forza che la donazione è una scelta libera, consapevole e profondamente umana. Sostenere la cultura della donazione significa scegliere la vita. Sostenere la sanità pubblica significa difendere un diritto costituzionale. Sostenere le associazioni significa rafforzare il tessuto civile del Paese. È una responsabilità che riguarda tutti noi, perché una comunità si misura anche dalla capacità di prendersi cura degli altri, soprattutto nei momenti più difficili".
(foto di archivio)
"Il caso del piccolo al Monaldi di Napoli ha colpito profondamente l'opinione pubblica, che si è stretta intorno a questa tragedia. Tuttavia, quando si verificano errori che determinano casi drammatici come questo– afferma Morea – non possiamo limitarci all'emotività o alla polemica. Dobbiamo invece rafforzare ciò che funziona e correggere con determinazione ciò che non va. Perché la fiducia dei cittadini è il fondamento dell'intero sistema delle donazioni". Il consigliere sottolinea come in Italia esistano procedure chiare, uniformi e rigorose: protocolli applicati con scrupolo, formazione continua per il personale sanitario e comunicazione corretta e tempestiva con le famiglie. "La donazione non può e non deve mai essere percepita come un automatismo burocratico: è un percorso delicatissimo che richiede competenza tecnica e profonda umanità".
Ogni anno, in Italia, vengono effettuati circa 400 trapianti di cuore, ai quali si sommano tutte le altre tipologie di trapianto. "Numeri che raramente finiscono sui giornali – osserva Morea – proprio perché il rigore e la professionalità sono la normalità quotidiana del nostro sistema sanitario". Per il consigliere regionale, è indispensabile un impegno collettivo: "Difendere e sostenere la sanità pubblica significa garantire strutture adeguate, investimenti, organizzazione e controllo. Significa riconoscere il lavoro straordinario di medici, infermieri e operatori che ogni giorno rendono possibile il miracolo del trapianto. Senza un sistema sanitario pubblico forte, equo e ben finanziato, la rete delle donazioni non può reggere".
Fondamentale, inoltre, il ruolo delle associazioni. "Realtà come l'Associazione Italiana per la Donazione di Organi (AIDO) promuovono da anni cultura, informazione e consapevolezza. Entrano nelle scuole, dialogano con le famiglie, aiutano a comprendere cosa significhi davvero dire 'sì' alla donazione. Sono un presidio di trasparenza e solidarietà".
"Non dobbiamo lasciare che la paura o la disinformazione mettano in discussione un sistema che salva migliaia di vite ogni anno – conclude Morea –. Allo stesso tempo, dobbiamo ribadire con forza che la donazione è una scelta libera, consapevole e profondamente umana. Sostenere la cultura della donazione significa scegliere la vita. Sostenere la sanità pubblica significa difendere un diritto costituzionale. Sostenere le associazioni significa rafforzare il tessuto civile del Paese. È una responsabilità che riguarda tutti noi, perché una comunità si misura anche dalla capacità di prendersi cura degli altri, soprattutto nei momenti più difficili".
(foto di archivio)
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