
Cronaca
Morte dei due ragazzi a Policoro, il caso non si riapre
La storia dei "fidanzatini" trovati senza vita nel 1988
Matera - giovedì 8 gennaio 2026
20.50
Sulla morte di Luca Orioli e Marirosa Andreotta, avvenuta a Policoro il 23 marzo del 1988 nella casa della ragazza, la Procura di Matera ha respinto la richiesta della madre di Orioli, Olimpia Fuina, di riaprire le indagini.
Finora l'inchiesta attribuisce alla tragedia una causa accidentale, per intossicazione di monossido di carbonio. I corpi dei due ragazzi, poco più che ventenni e definiti i ''fidanzatini di Policoro'', vennero ritrovati nel bagno della villetta della famiglia Andreotta. La richiesta di riaprire le indagini è stata presentata più volte da Fuina mentre l'altra famiglia non partecipa alle istanze legali.
Secondo la madre di Luca Orioli, i ragazzi furono uccisi ma i tentativi di portare nuovi elementi e di rivedere i reperti investigativi sulla scorta delle nuove tecnologie forensi non sono mai state accolte. L'avvocato Fiumefreddo, nel comunicare il rigetto dell'istanza, ha reso noto che saranno svolte ''tutte le iniziative legali che il nostro ordinamento assicura alla vittima che invoca giustizia''. Annunciato anche un appello al Ministero della giustizia.
Finora l'inchiesta attribuisce alla tragedia una causa accidentale, per intossicazione di monossido di carbonio. I corpi dei due ragazzi, poco più che ventenni e definiti i ''fidanzatini di Policoro'', vennero ritrovati nel bagno della villetta della famiglia Andreotta. La richiesta di riaprire le indagini è stata presentata più volte da Fuina mentre l'altra famiglia non partecipa alle istanze legali.
Secondo la madre di Luca Orioli, i ragazzi furono uccisi ma i tentativi di portare nuovi elementi e di rivedere i reperti investigativi sulla scorta delle nuove tecnologie forensi non sono mai state accolte. L'avvocato Fiumefreddo, nel comunicare il rigetto dell'istanza, ha reso noto che saranno svolte ''tutte le iniziative legali che il nostro ordinamento assicura alla vittima che invoca giustizia''. Annunciato anche un appello al Ministero della giustizia.
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