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Vertenza Ferrosud senza sbocchi, 80 persone nel limbo

Non si conosce la sorte dell'azienda di Jesce

Nonostante i tavoli al Ministero dello Sviluppo economico (Mise), non ha ancora trovato pace la Ferrosud, storica azienda di Jesce specializzata nel settore metalmeccanico rotabile. Vicenda resa complicata dal destino della proprietà (gruppo Mancini di Arezzo).

Sono ottanta le persone impiegate presso la Ferrosud, in attesa di conoscere quali sono le prospettive. Del suo passato glorioso si sa tanto. L'azienda, fondata nella seconda metà degli anni '60 ha realizzato carrozze ferroviarie per le Ferrovie dello Stato, le Ferrovie Appulo Lucane, i treni del tunnel realizzato nella Manica. Nel periodo d'oro contava 800 dipendenti.
"Oggi si trova a combattere contro gli esiti infruttuosi di un concordato preventivo che si trascina sin dal 2010. Negli ultimi anni, i circa 80 lavoratori rimasti si sono dovuti accontentare di commesse a tempo e di proposte di riorganizzazione societaria poco affidabili e senza alcuna prospettiva solida", sottolinea il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gianni Perrino. L'esponente politico ha espresso perplessità sul progetto di riconversione nel campo della demolizione delle carrozze ferroviarie e per l'abbattimento di rifiuti inquinanti, sottoposto alla Regione Basilicata.

"Comprendiamo lo stato d'ansia e preoccupazione dei lavoratori - sottolinea Perrino - e ci auguriamo che le prossime interlocuzioni con il Mise portino ad una svolta decisiva per il futuro dell'azienda che ha assoluto bisogno di piani industriali seri e credibili tali da riportarla ai fasti di un tempo e non di acrobatiche operazioni societarie che potrebbero comportare solo il perpetuarsi di una pericolosa situazione di incertezza per decine di famiglie".
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